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La credibilità e l'equità: componenti indefettibili del sistema bancario, nazionale ed europeo

Durata: Un pomeriggio - Orario: 14.30

12/12/2017
Roma, Corte di Cassazione, Aula Magna (II piano)

Oggetto: fin dai tempi del famoso “Elogio della democrazia ateniese” di Pericle viene affermato che un elemento fondamentale della democrazia è la fiducia che i consociati hanno nelle relazioni reciproche oltre che nei rapporti con le Istituzioni e le Pubbliche Amministrazioni.

Si dice, infatti, che l’essenza della democrazia è rappresentata dal fatto che il benessere di ciascuno è la misura del benessere dell’intero corpo sociale di appartenenza, il che vale, in base ai Trattati, anche nei rapporti tra gli Stati UE, a ciascuno dei quali è riconosciuta pari dignità rispetto agli altri Stati oltre a stabilirsi che i reciproci rapporti sono retti dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità.

Il sistema del credito è, per sua natura, irrinunciabilmente ancorato alla “fiducia”: che i singoli operatori economici si scambiano in un mercato libero e responsabile, ma soprattutto a quella che ne hanno le comunità.

Di questo erano consapevoli i nostri Costituenti. Infatti, l’art. 47 della Costituzione che ‒ come di recente ha chiarito il Presidente della Corte costituzionale, Prof. Paolo Grossi (La tutela del risparmio a settant’anni dall’approvazione dell’art. 47 della Costituzione, Roma, ABI, palazzo Altieri, 19 maggio 2017) ‒ non si limita “a contenere norme meramente “programmatiche”, vale a dire generici indirizzi per il legislatore e auspici privi di indicazioni dirette, e soprattutto efficaci, nella concreta esperienza degli operatori e degli interessati” e anzi si collega alle altre norme della Carta nelle quali vengono garantiti i «diritti inviolabili» di ciascuno – «sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità» – sulla base del principio secondo cui i doveri di «solidarietà politica, economica e sociale» risultano «inderogabili» e, perciò, se ne possa richiedere a tutti «l’adempimento» (art. 2 Cost.).

In questa ottica il risparmio non coincide né con l’inerte e cieca accumulazione o il mero accantonamento di ricchezza, ma è un elemento o una condizione dello sviluppo: “è come un fecondare l’esperienza attraverso altra esperienza, come un orientare alcune potenzialità di vita verso un significato o un senso, perché un patrimonio di ricchezza materiale e di conoscenza produca altra ricchezza e altra conoscenza”.

Nel corso del tempo il quadro si è evoluto nella direzione, come si dice, di un mercato “regolato”, nel quale i soggetti della regolazione hanno il compito di sorvegliare, come arbitri, che i comportamenti risultino tendenzialmente compatibili con gli indirizzi e le regole, affidando, il più possibile, gli esiti del “gioco” agli stessi protagonisti, cioè, in primo luogo, alle imprese bancarie. Le autorità creditizie nazionali – e in primo luogo la Banca d’Italia – sono, così, incaricate di una vigilanza di tipo “sistemico”, «avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario nonché all’osservanza delle disposizioni in materia creditizia» (art. 5 del TUB); e con riguardo anche, quanto al sistema dei pagamenti, «al suo regolare funzionamento, alla sua affidabilità ed efficienza nonché alla tutela degli utenti» (art. 146 del TUB, come novellato nel 2010).

Sempre in ambito nazionale, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), istituita con la legge n. 216 del 7 giugno 1974, ha come compito istituzionale quello di provvedere, nel proprio ambito, alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano.

Infine, la Banca Centrale Europea (BCE), per i diciannove Paesi dell’Unione europea che hanno aderito alla moneta unica e che formano la cosiddetta “zona euro”, si occupa, fra l’altro, della politica di vigilanza sugli enti creditizi, onde guidare la politica economica e monetaria dell’UE. Ma in consonanza con i principali obiettivi dell’UE “di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere” delle popolazioni dei Paesi UE nonché “la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.

Tutto questo complesso apparato risulta finalizzato a garantire, il più possibile in termini reali, la solidità patrimoniale o la liquidità delle banche. Si tratta però di un obiettivo che, come rilevato dal Presidente Grossi (loc. cit.) “non può risultare né sufficiente né fine a se stesso”.

Infatti, poiché tutto il sistema bancario ‒ nazionale ed europeo ‒ è basato sull’effettivo e adeguato funzionamento dei meccanismi della “fiducia” nel loro insieme non si possono “considerare sacrificabili né sacrificare due componenti costitutive della qualità del nostro convivere, e quasi una condizione di molte altre: la credibilità e l’equità”. E queste componenti costitutive non si possono tutelare soltanto con strumenti formali – quali, ad esempio, gli obblighi di “trasparenza” o di semplice “correttezza” nell’informazione del risparmiatore o investitore – si devono vivere “o perderne l’esperienza”.

Metodologia: l’obiettivo di questo incontro è quello di contribuire ad un proficuo approfondimento delle suddette complesse tematiche che, come sottolineato dal Presidente della Corte costituzionale, attenendo alla fiducia dei consociati nel sistema bancario, attengono allo stesso principio democratico, che è alla base del nostro ordinamento e dell’ordinamento UE.

Destinatari: l’incontro è destinato ai Consiglieri e ai Sostituti Procuratori Generali della Suprema Corte, ai Magistrati addetti all’Ufficio del Massimario e del Ruolo, ai laureati in tirocinio presso la Corte e la Procura Generale, a tutti i magistrati di merito, ai MOT in tirocinio e agli avvocati ed è aperto alla partecipazione dei docenti universitari e di ogni altro interessato, a partire dai Magistrati del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti.




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