• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Hypo, ecco come si truffavano i clienti

Le prime contestazioni nel 2007, con una perizia del Centro studi Alma Iura e il reclamo di uno studio legale di Verona
Messaggero Veneto - 28/06/2013

I primi sospetti risalgono al 2007. Da Verona, dove lo studio tributario e legale “Rossi Rossi & partners” ha sede, partì dapprima una richiesta di chiarimenti sul calcolo degli interessi di indicizzazione di un contratto di leasing stipulato con una Immobiliare e, poi, di fronte alla chiusura dimostrata dalla banca, una formale lettera di reclamo. Una delle migliaia che, da quel momento, avrebbero sommerso l’ufficio legale della “Hypo Alpe Adria Bank”. La risposta, con tanto di rimborso e scuse, è arrivata dieci giorni fa: a sei anni di distanza, quindi, e in piena bufera giudiziaria. Tutto risolto? Niente affatto. E non soltanto perchè la faccenda, da qualche mese, è finita sotto la lente della Guardia di finanza, al lavoro su circa 14 mila contratti “dopati”, e della Procura di Udine, che ha già iscritto l’ex direttore generale e altri quattro dirigenti sul registro degli indagati. «Al di là degli errori di calcolo - osserva l’avvocato Marco Rossi -, a monte dell’intera vicenda c’è, a nostro avviso, la questione relativa all’illegittimità di alcune clausole contrattuali. Hypo, in altre parole, non sta in alcun modo riconoscendo i maggiori esborsi dovuti al “tasso base”, ai fixing e all’errata formula sul cambio, all’opzione floor e al “cambio base” che, a conti fatti, costituiscono la maggior parte del rimborsabile».

Le indicizzazioni. Ma quale sarebbe stato il meccanismo adoperato da Hypo Bank per truffare i clienti? A spiegarlo è lo stesso studio legale veronese che, già nel 2007, si rivolse al Centro studi Alma Iura per una perizia. Al centro dello “scandalo”, i leasing indicizzati, ossia collegati all’andamento dei tassi variabili. «Alcune società, come Hypo, hanno deciso di parametrare i leasing non solo alla valuta Euro e, quindi, al tasso Euribor, com’è normale, ma anche a valute estere, per lo più Yen giapponese e Franco svizzero, introducendo così una doppia indicizzazione - sul tasso d’interesse e sul cambio valute - e rendendo i contratti sempre meno trasparenti. In questo modo, Hypo ha introdotto una dimensione speculativa nel leasing».

Gli errori di calcolo. «Per conto della Immobiliare Cierre sas, di cui sono socio accomandante e mia madre accomandataria - ricorda l’avvocato Rossi -, sei anni fa contestammo i calcoli eseguiti da Hypo. La banca, sdegnata, rispose che era tutto a posto e che se la società avesse voluto riscattare il bene avrebbe dovuto accettare. Così fu, per ovvie necessità». Seguì il reclamo. «A sei anni dalla chiusura del contratto - continua il legale -, la Hypo si è accorta che, in effetti, c’erano stati degli errori e ha restituito 10 mila 700 euro, che rappresentano tuttavia solo una parte dei 37 mila euro che, secondo i conteggi di Alma Iura, ci spettano. Ben venga il ripensamento di Hypo, che però non ha ancora spiegato dove si annidasse il problema di calcolo. La questione vera, comunque, va ricercata nella formulazione stessa del contratto».

Dubbi sui contratti. Diverse le clausole finite nel mirino dello studio Rossi, cui si è rivolta già una trentina di clienti truffati. «La prima è quella che fissa in contratto un “tasso base” diverso e più basso di quello effettivo del giorno di stipula. In questo modo, oltre a proporre contratti apparentemente più convenienti - una scorrettezza che intendiamo denunciare all’Autorità della concorrenza -, Hypo ha potuto percepire uno spread fisso, cioè un guadagno fisso pari alla differenza tra il tasso effettivo e il tasso base - usato per calcolare le indicizzazioni e, quindi, i conguagli periodici a sfavore o a favore del cliente -, indipendentemente dall’andamento del tasso.

Le altre clausole. Tra le altre “anomalie”, Rossi ricorda la cosiddetta “opzione floor”. «Si tratta - spiega - di un “pavimento” sotto il quale il tasso pagato dal cliente non può scendere. Così, Hypo si è assicurata un “guadagno minimo garantito”. Il problema deriva dal fatto che tale opzione è stata venduta dai clienti alla Hypo, che ne avrebbe

 

dovuto pagare il prezzo. In realtà, nel contratto non c’è menzione né del valore di tali opzioni, né dell’avvenuto pagamento ai clienti». Nel lungo elenco di “lagnanze”, anche «l’inspiegabile rifiuto di Hypo a consegnare il Piano di ammortamento finanziario»