• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
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RASSEGNA STAMPA


Mutui, a Milano sentenza taglia-tasso

Il Tribunale boccia l'ammortamento «alla francese» perché «indeterminato»
Plus24 - 08/02/2014

Se «indeterminati», il tasso e l'ammortamento alla francese di un mutuo sono nulli e va quindi pagato soltanto il tasso legale con quote capitale costanti. La banca, invece, deve restituire gli interessi ricevuti «in più» rispetto a questo tasso. Così ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza del 30 ottobre 2013 (resa nota di recente) firmata dal giudice Elena Riva Crugnola.

I fatti

Dopo aver fatto svolgere una perizia su due mutui (rispettivamente di 1 milione e 500mila euro) stipulati nel 2002 e nel 2004, nel 2011 una società ha fatto causa alla banca sostenendo che le clausole di determinazione degli interessi e del piano di ammortamento alla francese fossero indeterminate - e quindi nulle - dando così luogo a un pagamento non dovuto di circa 207mila euro.

La sentenza

Il Tribunale di Milano, dopo aver fatto svolgere una Consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) a una docente della Bocconi, ha dato ragione al cliente riconoscendogli il diritto di ottenere la restituzione della somma richiesta e il diritto di pagare, per il futuro, le rate al tasso legale tempo per tempo vigente (da gennaio 2014 pari all'1%).

Il giudice meneghino, sulla base della Ctu, ha rilevato che le clausole di determinazione del tasso (variabile) e del piano di ammortamento (a rata costante) erano tra loro incompatibili: infatti, in base a esse, si poteva costruire l'ammortamento con tre modalità differenti. La conseguenza giuridica è che le clausole di determinazione degli interessi e del piano di ammortamento sono nulle in quanto indeterminate e occorre quindi applicare come tasso sostitutivo quello legale (ai sensi dell'articolo 1284 del Codice civile) e non già quello di cui all'articolo 117 del Testo unico bancario, che si applica ad altri casi diversi (pattuizione inesistente del tasso, rinviante agli usi o a condizioni peggiori rispetto a quelle pubblicizzate). La sentenza, pur motivata in modo più approfondito e tecnico, ha ripreso in parte quanto avevano già stabilito le sentenze del Tribunale di Bari, sezione distaccata di Rutigliano, del 29 ottobre 2008, n. 113 e del Tribunale di Larino, sezione distaccata di Termoli, del 3 maggio 2012, n. 119.

Il commento

«La sentenza – spiega l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio tributario e legale associato Rossi Rossi & Partners di Verona – costituisce secondo me un caso di "giurimetrìa", cioè l'applicazione della matematica per la soluzione di problemi giuridici. I principi espressi sono tutti condivisibili ma, nel caso di nullità delle clausole sul tasso d'interesse e sul piano di ammortamento, si potrebbe configurare – sottolinea Rossi – la nullità addirittura dell'intero contratto di mutuo, qualora si dimostrasse che esse sono clausole essenziali, senza le quali le parti non avrebbero stipulato il contratto (articolo 1419, comma 1, Codice civile). Sul punto – conclude Rossi – la sentenza ha fatto osservare che, per ottenere una pronuncia sulla nullità del contratto, sarebbe stata necessaria una domanda di parte, non potendo il giudice provvedervi d'ufficio. In questa ipotesi, le parti sarebbero tenute a restituire tutto ciò che hanno ricevuto in forza del contratto (il cliente l'intero capitale e la banca tutti gli interessi e le spese)».