• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
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RASSEGNA STAMPA


Sulla Provincia di Pisa sentenza che fa discutere

Il Consiglio di Stato non risolve i dubbi degli operatori sui costi occulti delle banche
Plus24 - 01/12/2012

Le divergenze sui costi 

 

Chiusa la partita (vinta da Depfa Bank e Dexia Crediop) sui costi occulti dei derivati della Provincia di Pisa (si veda «Il Sole 24 Ore» del 28 novembre scorso) è ora di consuntivi sulle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato.

 

Costi: occulti oppure no?

 

Il tema centrale della vertenza erano i costi occulti applicati dalle banche: 1,3 milioni di euro secondo la Provincia. Su questo "valore" anche il Consulente tecnico d'ufficio (Ctu) del Consiglio di Stato (Roberto Angeletti di Banca d'Italia) era d'accordo ma ha ritenuto che circa 1 milione fossero giustificati da oneri e rischi sostenuti dalle banche: da addebitare però all'ente che avrebbe potuto peraltro esserne a conoscenza (secondo il Ctu 300mila euro residui non inficiavano la convenienza dei contratti).

 

C'è chi ha osservato, però, che trattandosi di oneri interni alla banca (rischi di controparte, funding, modello, volatilità, costo personale, remunerazione del capitale) sarebbe impossibile per l'ente conoscerli in anticipo se non esplicitati dalla banca. Quest'ultima, così, verrebbe lasciata libera di determinarli unilateralmente con buona pace dell'accordo tra le parti necessario perché possa configurarsi un contratto valido (articolo 1325 del Codice civile). Dopo la Ctu, dunque, il Consiglio di Stato adombra una sorta di auto-responsabilità della Provincia di Pisa la quale avrebbe dovuto informarsi con più attenzione sugli aspetti tecnici dei derivati.

 

La valutazione degli swap

 

Un altro tema su cui si è avuto aspro dibattito è stata la metodologia idonea per valutare i derivati. I consulenti della Provincia di Pisa hanno applicato il metodo probabilistico suggerito da Consob e da Banca d'Italia ma la sentenza sembra non averne tenuto conto nonostante il metodo probabilistico sia alla base del decreto sui derivati degli enti locali (fermo al ministero dal 2009) e sia accettato dalla comunità scientifica come un ottimo strumento di valutazione. Se fosse stato adottato questo metodo i risultati della Ctu sarebbero stati diametralmente opposti.

 

Gli aspetti giuridici

 

Anche sul piano giuridico la sentenza ha sollevato alcune critiche. «Dalla Ctu - osserva l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio Rossi Rossi & Partners di Verona - emerge che le banche, seguendo una consolidata prassi di mercato, sono solite stipulare derivati con valore iniziale negativo poiché in questo modo, oltre alla propria remunerazione, coprono i rischi e i costi che le stesse però determinano unilateralmente». Questa tesi è già stata sostenuta qualche anno fa da un paper dell'Isda (International Swaps and Derivatives Association, l'organizzazione che rappresenta gli interessi dei partecipanti al mercato over-the-counter; vedi anche «Il Sole 24 Ore» del 14 novembre 2010). «Si dimentica però - prosegue Rossi - che l'articolo 23 del Tuf vieta qualsiasi rinvio agli usi per la determinazione degli oneri a carico del cliente. E cosa sono le prassi di mercato se non degli usi? Questi costi potrebbero essere leciti soltanto se concordati preventivamente tra le parti».

 

Conclusioni 

 

Si ha l'impressione che queste cause verranno decise, sempre più, sulla base delle perizie tecniche e quindi molti (da una parte e dall'altra) stanno attendendo con trepidazione la conclusione del processo sui derivati del Comune di Milano in cui il Ctu del Tribunale ha invece adottato l'approccio probabilistico Consob. In quella occasione, infatti, il consulente dei magistrati milanesi ha accertato che le quattro banche straniere hanno applicato costi occulti per 99 milioni (si veda «Il Sole 24 Ore» del 12 maggio scorso). Gli esiti dello scontro banche/enti locali sono dunque ancora incerti.

 


I costi impliciti secondo il CTU

 

I costi impliciti (ci) vanno valcolati sottraendo sottraendo al valore di mercato iniziale (mtm) le componenti correttive del fair value costituite dal guadagno della banca, dai costi e dai rischi da questa sostenuti (fv). Dunque, ci=mtm-fv.

 

I calcoli (in euro)

 

Il mtm è stato calcolato dal Ctu (ma anche dalla Provincia) in 1.356.256 €. Le componenti rettificate da sottrarre al mtm sono state però quantificate dal Ctu in 1.033.053 € (zero dall'ente).

 

Il risultato

 

ci = 1.356.256 - 1.033.053 = 323.203

 

La convenienza economica

 

Per il Ctu la ristrutturazione dei mutui effettuata dalla Provincia le ha portato un vantaggio di 402 mila €. L'operazione è stata dunque conveniente per 78.797 € (402.000 - 323.203).