• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA



Costi occulti sugli swap, partite ai supplementari

Per il caso Milano banche condannate, per Pisa assolte dal Consiglio di Stato
Plus24 - 05/01/2013

Per il Tribunale di Milano il Comune sarebbe stato truffato con i derivati mentre per il Consiglio di Stato la Provincia di Pisa ne avrebbe addirittura tratto un vantaggio economico. Ma chi ha ragione? Facciamo un passo indietro.

Il 27 novembre scorso, il Consiglio di Stato ha dato ragione a Dexia Crediop e Depfa Bank sostenendo (sulla base della Consulenza tecnica d'ufficio, Ctu) che l'operazione complessiva di ristrutturazione del debito della Provincia è stata economicamente vantaggiosa, pur in presenza di costi impliciti nei derivati. La sentenza è stata però fortemente criticata in quanto avrebbe confuso i costi per la Provincia con i profitti delle banche.

 

Il 19 dicembre 2012, il Tribunale di Milano ha invece condannato per truffa alcuni dirigenti di Deutsche Bank, Ubs, JP Morgan e Depfa Bank (che oltre alla confisca complessiva di 90 milioni sono state sanzionate di 1 milione ciascuna) per un'operazione di ristrutturazione del debito del Comune nella quale le banche avrebbero applicato costi occulti sui derivati per 99 milioni.

 

È presto per fare valutazioni sulla sentenza milanese poiché le motivazioni verranno depositate entro il 19 marzo prossimo ma si possono già fare alcune osservazioni comparative. Mentre la sentenza di Milano non è definitiva poiché verrà appellata, quella del Consiglio di Stato invece lo è anche se le parti stanno ancora "litigando" davanti alla Cassazione per questioni di giurisdizione. Se i supremi giudici dovessero dichiarare il difetto di giurisdizione del Consiglio di Stato, si dovrebbe ricominciare tutto da capo davanti al giudice ordinario.

 

Un aspetto singolare delle due vicende consiste poi nei risultati delle due perizie giunte a conclusioni molto diverse. Per il Ctu del Consiglio di Stato gran parte dei costi impliciti iniziali sarebbero giustificati dai costi sostenuti dalle banche, mentre per il Ctu del Tribunale di Milano i derivati possono avere costi impliciti compresi nel piccolo intervallo quotato sul mercato (bid-ask spread) oltre al differenziale di rischio di credito tra banche e clienti. «Il problema - spiega l'avvocato Dario Loiacono partner dello studio legale Loiacono di Milano - non è tanto la presenza di costi impliciti che è fisiologica, quanto la loro eccessività. Secondo me la truffa non consiste nell'applicazione di commissioni implicite tout court ma nell'applicazione di costi occulti eccessivi non comunicati al cliente».

 

La sentenza di Milano, poi, potrebbe dare impulso a diverse iniziative in campo penale sui derivati non solo in riferimento al reato di truffa ma anche a quello di usura. «Questo perché - sostiene l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio tributario e legale associato Rossi Rossi & Partners di Verona - l'upfront costituisce giuridicamente un finanziamento che viene promesso in restituzione dal cliente con i flussi attesi del derivato. Di qui la necessità che il tasso implicito nel derivato rispetti le soglie d'usura».

Sembra dunque che la partita sui derivati tra banche ed enti locali sia ancora da giocare.