• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Spetta al cliente provare i rischi sui bond

Per il Tribunale di Roma è l'investitore che deve dimostrare se il pericolo subisce variazioni
Plus24 - 22/02/2013

Se nell'ordine d'acquisto di obbligazioni Lehman Brothers la banca si impegna a informare tempestivamente il cliente dell'aumento di rischio del bond, essa si assume un obbligo contrattuale.

Spetta però al cliente provare la variazione del livello di rischio con "ogni" metodo, anche diverso da quelli indicati nell'elenco «PattiChiari» (rating sotto la soglia A o il VarValue at risk, che superi una variazione dell'1% settimanale). Questa la conclusione del Tribunale di Roma che con la sentenza n. 489 del 11 gennaio scorso esprime un principio a favore dei risparmiatori (come anche il tribunale di Reggio Calabria, si veda articolo a fianco) ma allo stesso tempo ha dato ragione alla banca.

 

Il 12 febbraio 2008 un investitore ha acquistato 40mila euro di bond Lehman e, dopo il default di settembre, ha chiamato in causa la propria banca lamentando il fatto che: 1 al momento dell'acquisto e successivamente non lo avesse informato del rischio effettivo dei titoli; 2 si fosse impegnata per iscritto (nell'ordine di acquisto) a tenerlo tempestivamente informato in caso di aumento di rischio.

 

Sul primo punto, il Tribunale romano ha dato torto al cliente in quanto non ha provato gli assunti della propria azione. In particolare, secondo il tribunale, le notizie di stampa a febbraio 2008 - pur evidenziando segnali di crisi di Lehman Brothers - non erano univoche. Anche il forte aumento dall'agosto del 2007 degli spread sui Credit default swap (Cds), non sarebbe di per sé sufficiente a provare il rischio visto che i Cds sono contratti negoziati fuori Borsa che, a seconda delle fasi di mercato, sovrastimerebbero o sottostimerebbero il reale rischio degli emittenti. Secondo i giudici romani, poi, la legge non imporrebbe alcun obbligo d'informazione ulteriore dopo l'acquisto.

 

Sul secondo punto, inoltre, la variazione significativa del rischio avrebbe potuto essere provatamediante il Var (indica il rischio di una perdita di valore del titolo sul mercato finanziario) ma non avendo il risparmiatore dato prova di un'effettiva variazione di questo Var (né ha fornito ulteriori elementi probatori) i giudici non hanno accolto la sua richiesta. «La sentenza - spiega l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario associato Rossi Rossi & Partners di Verona - è condivisibile laddove ravvede una responsabilità contrattuale della banca quando questa si sia impegnata per iscritto a informare tempestivamente il cliente in caso di variazione significativa del rischio. Non è condivisibile, invece, laddove liquida come insignificanti i Credit default swap. Basti pensare - conclude Rossi - che gli stessi Cds vengono utilizzati dalle società di rating per le proprie valutazioni e che quelli di Lehman, da agosto 2007, erano più alti di quelli di altre banche d'affari americane».

 


 

Le sentenze a favore delle banche

 

Tribunale di Venezia, 5 novembre 2009

Il mantenimento di un rating elevato fino al giorno del default di Lehman Brothers rende palese l'imprevedibilità dell'evento con la conseguenza che la banca non ha alcuna responsabilità. 

 

Tribunale di Savona. 18 maggio 2010, n. 454

Il rating elevato e l'inclusione del titolo Lehman Brothers in «PattiChiari» provano che la banca non fosse in possesso di elementi ulteriori tali da giustificare la trasmissione di un'informativa differente al cliente nei cui confronti l'istituto aveva assunto un preciso impegno contrattuale in questo senso. 

 

Tribunale di Parma, 9 luglio 2012, n. 977

Il rating "A" mantenuto da Lehman Brothers fino alla data di default è circostanza idonea a qualificare l'operazione come un investimento sicuro.

 

Tribunale di Roma, 11 gennaio 2013, n. 489

L'impegno contrattuale assunto dalla banca (mediante clausola inserita nell'ordine di acquisto di bond Lehman Brothers) fa sorgere in capo alla banca un preciso onere di informare tempestivamente il cliente del significativo aumento di rischio. Spetta però al cliente provare, con ogni mezzo, la variazione significativa del rischio.