• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
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RASSEGNA STAMPA



Swap nullo se il mutuo si estingue

Tribunale di Brindisi: manca la causa concreta di copertura
Plus24 - 02/03/2013

Lo swap a copertura di un mutuo è nullo (per sopravvenuta mancanza di causa in concreto) se lo stesso prestito sottostante viene estinto. La conseguenza è che le "rate" del derivato vanno sospese, ricorrendo il rischio di segnalazione del cliente alla Centrale dei rischi. Così ha deciso il Tribunale di Brindisi con ordinanza del 29 gennaio scorso. Facciamo un passo indietro.

 

Una società contrae alcuni mutui con Mps e alcuni mesi dopo stipula con la banca uno swap dichiarando nell'accordo quadro di volersi cautelare dal rischio tasso sui finanziamenti. Tempo dopo, i mutui vengono estinti anticipatamente e quindi il cliente chiede di cancellare il derivato ma la banca si rifiuta se non a fronte del pagamento di 250mila euro di mark to market (valore di mercato). Di qui il ricorso del cliente al Tribunale di Brindisi al fine di ottenere in via d'urgenza (articolo 700 del Codice di procedura civile) la sospensione cautelare dei flussi del derivato. Il giudice concede la sospensione ma Mps "contesta" il provvedimento che viene però confermato dallo stesso tribunale pugliese.

 

Secondo i giudici brindisini, tra i due contratti (mutuo e swap) si è venuto a creare un collegamento negoziale con la conseguenza che le vicende contrattuali del mutuo (per esempio la sua anticipata estinzione) si ripercuotono sullo swap. Di conseguenza, proseguono i giudici, lo swap stipulato a copertura del rischio tasso sussistente sul mutuo perde la sua originaria causa concreta e va dichiarato nullo (per un caso analogo si veda «Plus24» del 15 ottobre 2011).

 

Il rischio che il cliente venga segnalato in Centrale dei rischi, inoltre, configura il requisito del periculum in mora (pericolo causato dal ritardo) richiesto per la concessione della sospensione in attesa del giudizio di merito. «L'ordinanza – sottolinea l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario Rossi Rossi & Partners di Verona – riconosce correttamente che le clausole contenute negli accordi quadro, che indicano la volontà del cliente di stipulare derivati per cautelarsi dal rischio tasso esistente su posizioni debitorie sottostanti, sono indici di collegamento negoziale tra i derivati e i mutui.

 

Il tema della nullità per difetto di causa concreta – conclude Rossi – si sta consolidando in giurisprudenza e ciò può servire a risolvere alcune storture avvenute in passato nella vendita di derivati alle imprese».