• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Dubbi usura sul leasing immobiliare

Nessuna criticità «finanziaria» sul contratto stipulato da Scatena Fotografia con Selmabipiemme
Plus24 - 16/11/2013

Se dal punto di vista finanziario il leasing stipulato dall'impresa «Scatena Fotografia» con Selmabipiemme Leasing Spa (gruppo Mediobanca) non presenta criticità, il tasso moratorio (cioè quello applicato in caso di un eventuale ritardo del cliente nel pagamento dei canoni mensili) supererebbe la soglia d'usura. Vediamo il perché.

I fatti

Il cliente ha stipulato il 9 giugno 2008 un leasing di 225mila euro (oltre al pagamento dell'Iva) per l'acquisto di un immobile a uso commerciale. Il contratto prevede un anticipo dell'1% (2.250 euro) e un prezzo di riscatto finale del 30% (67.500 euro). Il contratto ha una durata di 18 anni (scadrà il 9 giugno 2026) e prevede il pagamento di 215 canoni mensili, indicizzati all'Euribor a tre mesi e con un tasso base del 4,9%. «Si tratta – spiegano da Alma Iura, Centro per gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona – di un leasing relativamente semplice e non presenta criticità».

Il tasso moratorio

Nel contratto, però, le parti hanno pattuito un tasso di mora pari alla media del mese precedente dell'Euribor a tre mesi (365/365) più l'8 per cento. In totale, dunque, in caso il cliente non dovesse far fronte al pagamento dei canoni mensili, il tasso moratorio pattuito in contratto è del 12,9244% (dato dalla somma del 4,9244%, la media dell'Euribor a tre mesi del mese precedente alla data di stipula, e l'8%). Adesso, visto che la soglia d'usura del periodo (aprile-giugno 2008) prevista per i leasing di valore superiore a 50mila euro era del 10,65%, il tasso moratorio promesso dal cliente potrebbe essere considerato superiore alla soglia d'usura pubblicata dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

Tassi moratori e usura

La questione se i tassi moratori debbano o meno essere tenuti in conto nel raffronto con le soglie d'usura è piuttosto dibattuta (come risulta anche da un recente convegno di Assilea tenutosi a Milano il 6 novembre scorso). Il sistema bancario ha infatti sempre sostenuto che non si possono confrontare i tassi moratori con le soglie d'usura anche perché la Banca d'Italia ha sempre escluso i tassi moratori dal calcolo delle soglie d'usura.

La giurisprudenza, invece, (sentenze n. 29 del 25 febbraio 2002 della Corte Costituzionale e n. 5324 del 4 aprile 2003 e n. 350 del 9 gennaio 2013 della Cassazione) ha confermato che bisogna tenere conto dei tassi moratori nel calcolo dell'usura. Di recente anche la giurisprudenza di merito (Corte d'Appello di Venezia, 18 febbraio 2013, n. 342) ha ribadito il concetto della confrontabilità dei tassi moratori con le soglie d'usura. «Il contrasto d'opinioni – spiega l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio tributario e legale Rossi Rossi & Partners di Verona – potrebbe essere risolto guardando al chiaro tenore letterale dell'articolo 1, comma 1, del decreto legge 394/2000: questo stabilisce che si intendono usurari gli interessi superiori alla soglia nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo. Dunque, anche gli interessi moratori possono essere considerati usurari».

Il contrasto però riemerge su quale soglia prendere come riferimento: quella "semplice" oppure quella aumentata del valore medio dei tassi moratori (2,1%), così come rilevato dalla Banca d'Italia nel 2002? Di sicuro la base di calcolo per i tassi corrispettivi e per quelli moratori è diversa: i primi si calcolano sull'intero capitale residuo del finanziamento mentre i moratori si calcolano sul canone (costituito da quota capitale più quota interessi) pagato in ritardo e in proporzione al tempo del ritardo.

La posizione di selmabipiemme

«I tassi di interesse di mora previsti dal contratto del nostro cliente sono conformi alle indicazioni della Banca d'Italia oltre che alla normativa vigente. Infatti, secondo i criteri di calcolo forniti da Banca d'Italia a luglio 2013 (Teg medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi determinare la soglia su tale importo) – in assenza di specifica norma per determinare la soglia degli interessi moratori – il tasso soglia degli interessi di mora, al momento della stipula, era del 15,50 per cento».