• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
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RASSEGNA STAMPA


Sul mutuo alto tasso di mora

Nel contratto dell'ex dipendente di Sanfelice 1893 Banca Popolare prevista una penale sopra la soglia d'usura
Plus24 - 12/07/2014

Aver cessato il rapporto di lavoro con Sanfelice 1893 Banca Popolare ha fatto scattare nel contratto di mutuo dell'ex dipendente G.F. un tasso moratorio superiore alla soglia di usura. Sarebbe questa la principale criticità del prestito ipotecario (di per sè vantaggioso per i dipendenti della banca) stipulato oltre quattro anni fa dall'ormai ex lavoratore dell'istituto emiliano che all'epoca della firma del contratto ha pattuito una penale (5,693%) per l'eventuale mancato pagamento delle rate superiori alla soglia di usura (4,38%). Ma facciamo un passo indietro.

Il contratto

Nel febbraio del 2010, G.F. ha stipulato con la propria banca un mutuo di 125mila euro da restituire in 240 rate mensili costanti posticipate. Il mutuo prevede condizioni articolate. Per le prime 18 rate il tasso corrispettivo è stato fissato nel 2%, salvo poi indicizzarsi al tasso della Bce più l'1%. Il mutuo, inoltre, prevedeva una clausola floor (letteralmente "pavimento") che stabiliva che «in ogni caso la misura del tasso d'interesse non potrà essere inferiore al 2% annuo». Il tasso moratorio (articolo 3 del contratto), poi, è pari al tasso corrispettivo oltre a uno spread del 2% (complessivamente dunque del 4%).

Non solo. Il contratto prevedeva (articolo 4) la possibilità per la banca, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro con G.F., di cambiare il tasso pagato dal cliente (2% oppure tasso Bce più l'1%) con la media del mese precedente dell'Euribor a tre mesi (365) oltre a uno spread del 3% (al momento della stipula quindi 3,693%). In effetti, G.F. ha cessato il suo rapporto di lavoro con la banca la quale a ottobre del 2010 si è avvalsa della facoltà di cambiare il tasso.

 

Le potenziali criticità

«In linea generale - spiegano gli analisti del Dipartimento di matematica di Alma Iura, centro per gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - il mutuo prevede condizioni di favore per il cliente. Infatti, il tasso fisso iniziale (2%) non solo è inferiore alla soglia d'usura (4,38%) ma addirittura al Tasso effettivo globale medio (Tegm), pari al 2,92%. Anche il tasso di mora pattuito del 4% è inferiore alla soglia d'usura (4,38%). Ma il contratto - avvertono gli analisti - ha criticità proprio sul tasso di mora applicabile in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Infatti, qualora la maggiorazione di mora (2%) dovesse applicarsi al tasso corrispettivo stabilito per l'ipotesi di risoluzione del contratto (media dell'Euribor a tre mesi oltre al 3%) avremmo un tasso di mora complessivo (attenzione non sommato a quello corrispettivo, Ndr) del 5,693% superiore alla soglia del 4,38%. Dalle nostre analisi – conclude Alma Iura – emerge che la banca abbia calcolato il tasso moratorio proprio con questa modalità (cioè media Euribor a tre mesi più 3% più 2%)».

Sulla rilevanza dei tassi moratori ai fini della verifica dell'usurarietà del finanziamento ormai non vi sono più dubbi in giurisprudenza, al di là del fatto che i tassi moratori non vengano rilevati da Banca d'Italia nel Tegm (sulla valenza delle istruzioni di Bankitalia si veda articolo sotto). Sulla validità dell'opzione floor (che comunque non è mai scattata nel contratto di G.F.), Alma Iura manifesta dubbi collegati al mancato rispetto della normativa del Testo unico della finanza (Tuf). Infine, anche il riferimento alla costanza delle rate a fronte di un tasso variabile potrebbe ingenerare incomprensioni con il cliente.

La posizione della banca

Sanfelice 1893 Banca Popolare ha osservato che l'articolo 2 del contratto non costituirebbe una opzione finanziaria ma solo un accordo contrattuale ampiamente diffuso nella prassi. Sull'utilizzo del termine "costanti", l'istituto ritiene che esso non significhi che le rate hanno il medesimo importo ma che la metodologia di calcolo delle stesse è costante, essendo basata sul metodo di ammortamento "alla francese". La banca precisa comunque di aver già provveduto da tempo nelle opportuni sedi a fornire adeguati riscontri ai reclami del cliente.