• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Sul bond Banca di Sardegna il grado di rischio è basso

Il titolo senior con scadenza ravvicinata ha oggi soltanto il 3,21% di probabilità di subire una perdita
Plus24 - 11/08/2018

Il fatto di essere un bond senior (cioè ha priorità di rimborso in caso di dissesto della banca) con scadenza ravvicinata (meno di 10 mesi) dà all’obbligazione emessa dal Banco di Sardegna (gruppo Bper) un grado di rischio basso. Vediamo il perché. 
Il bond banco di Sardegna 
L’obbligazione senior a tasso fisso step down (emesso a maggio 2012 e scadenza maggio 2019, quando avverrà il rimborso del capitale) prevede per tutta la durata del titolo il pagamento di cedole annue a tasso fisso decrescente (step down, appunto), per un valore iniziale della prima cedola del 4,50% annuo e un valore finale dell’ultima cedola (l’ultima che tra l’altro rimane da pagare) del 3,70% annuo. I rendimenti portati dal bond, dunque, sono stati soddisfacenti visti i tassi negativi di mercato dell’ultimo periodo.
Gli scenari di probabilità 
«Nelle attuali condizioni di mercato e di rischio emittente - fanno sapere da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - l’obbligazione ha una probabilità del 3,21% di generare una perdita di 58,63 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 41,37 euro su 100 di nominale) e una probabilità del 96,79% di conseguire un risultato soddisfacente (valore medio di 103,47 euro). In linea con questi scenari probabilistici - concludono da Alma Iura -, il fair value del titolo è di 101,88 euro, con un grado di rischio basso (coerente con l’assenza di clausole di subordinazione e la scadenza ravvicinata del bond)».
La situazione della Banca 
Sono dello scorso 3 agosto le ultime notizie incoraggianti riguardanti la situazione del Banco di Sardegna. Il Consiglio di amministrazione (Cda) dell’istituto ha approvato la semestrale 2018, caratterizzata dalla prima applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 9 e dalla conclusione del piano di cessione di un portafoglio di sofferenze. Dai risultati di fine giugno, il semestre si è chiuso con un utile netto consolidato che sale a 32,3 milioni (e a 31,1 milioni per la gestione individuale del solo Banco) rispetto al pareggio di giugno 2017.
Gli indicatori di solidità si sono mantenuti elevati e largamente superiori ai requisiti normativi, con un Cet 1 (Common equity tier) che ammonta al 31,42% e un Tier 1 ratio phased-in al 32,41%. Sempre nel secondo trimestre, il Banco ha ottenuto una crescita rispetto ai dati dello stesso periodo 2017 del margine di interesse (attestato a 107,1 milioni con un +3,6%) delle commissioni nette (attestate a 68,1 milioni con un +4,7%) e dei costi operativi (che ammontano a 129,6 milioni con un +1,2% per effetto di oneri “una tantum”).
Il Banco di Sardegna, inoltre, ha confermato la riduzione di 562 milioni dei crediti netti deteriorati (-48,9% rispetto al dato di fine 2017), per effetto dell’applicazione dell’Ifrs 9 e dell’operazione di derisking effettuata dall’istituto. Il Banco ha infatti concluso l’operazione di cartolarizzazione di sofferenze con utilizzo della garanzia dello Stato (Gacs) sulla tranche senior, che riguarda un portafoglio di sofferenze interamente detenuti dall’istituto per un valore lordo contabile di 900 milioni.