• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Sul bond Deutsche Bank il rischio è medio-basso

Il titolo senior ha priorità di rimborso in caso di dissesto della banca
Plus24 - 21/07/2018

Il grado di rischio sul bond Deutsche Bank è medio-basso prevalentemente perché il titolo è senior, cioè ha priorità di rimborso in caso di dissesto della banca tedesca. 
Il bond Deutsche Bank 
L’obbligazione a tasso misto acquistata dal lettore di «Plus24» (emesso ad agosto 2015 e con scadenza 27 agosto 2021, quando avverrà il rimborso del capitale) ha corrisposto per i primi due anni cedole fisse dell’1,10%, mentre dal terzo anno sono diventate variabili in base al valore assunto dell’Euribor 12 mesi con un massimo (cap) del 2,50% e un minimo (floor) dell’1 per cento. Con tassi negativi, la cedola garantita oggi dal floor (1%) è da considerarsi buona.
Gli scenari di probabilità 
«Attualmente - fanno sapere da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona -, l’obbligazione ha una probabilità dell’8,04% di generare una perdita di 57,96 euro su 100 investiti e una probabilità del 91,96% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 104,93 euro. Il grado di rischio è medio-basso coerente con la seniority del bond e il grado di merito di credito dell’emittente».
La situazione della Banca 
Sebbene i conti definitivi saranno pubblicati il 25 luglio, sembra che il nuovo corso della prima banca tedesca inizi a dare i suoi frutti. Deutsche Bank è reduce dalla bocciatura della divisione americana agli stress test della Fed, la quale aveva fatto riferimento a una «debolezza materiale nei piani relativi al capitale». 
La banca tedesca, l’unica a fallire il secondo round dei test, è al centro di un difficile tentativo di rilancio che ha visto anche la brusca uscita dell’ex Ceo, John Cryan, e l’ingresso del neo-amministratore delegato, Christian Sewing, il quale per smentire le stime degli analisti pubblicate dall’istituto stesso nel consensus dell’11 luglio, ha annunciato in anticipo i risultati preliminari del secondo trimestre, mantenendosi in linea con gli orientamenti della BaFin (la Consob tedesca).
Deutsche Bank ha reso noto di aver chiuso il secondo trimestre con utile netto di 400 milioni (-10,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa), ma nettamente superiore alle previsioni del mercato che stimavano un utile netto in deciso calo a 159 milioni. Sempre nel secondo trimestre, i ricavi del gruppo tedesco sono previsti a circa 6,6 miliardi, rispetto a un’indicazione media del consensus di 6,4 miliardi.
L’istituto si aspetta un utile prima di interessi e tasse per il secondo trimestre di circa 700 milioni contro una previsione media di 321 milioni, portando il totale dei primi sei mesi del 2018 a 1,15 miliardi. Infine, le spese non da interessi sono indicate a quota 5,8 miliardi (contro un consensus a 6 miliardi), di cui 200 milioni per oneri di ristrutturazione: nel solo secondo trimestre le uscite sono state 1.700 ma il nuovo amministratore delegato ha annunciato una riorganizzazione delle attività con il taglio totale di oltre 7mila posti di lavoro sui 97mila dipendenti del gruppo.
marcello.frisone@ilsole24ore.com