• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Pochi rischi con il bond di Bnl che scade nel 2020

L’assenza di clausole di subordinazione e il merito creditizio dell’emittente giocano a favore del titolo
Plus24 - 12/05/2018

Il bond nel portafoglio del lettore è un titolo senior di durata quadriennale a tasso variabile (Isin IT0005210510) emesso da Bnl (Gruppo Bnp Paribas) ad Agosto del 2016. L’obbligazione prevede il pagamento di cedole trimestrali a tasso variabile, pari all’Euribor 3mesi maggiorato di uno spread dello 0,7% su base annua. L’intero rimborso del capitale è previsto invece alla scadenza del 31 agosto 2020.
Il titolo è negoziato sul sistema multilaterale EuroTLX. In fase di emissione, Bnp Paribas SA si è impegnata a sostenere la liquidità dell’obbligazione svolgendo l’attività di liquidity provider.
Gli scenari di probabilità 
Secondo le analisi svolte da Alma Iura - Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente l’obbligazione ha una probabilità dell’1,25% di generare una perdita di 59,31 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 40,69 euro su 100 di nominale) e una probabilità del 98,75% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 101,09 euro. Il fair value del titolo, in linea con questi scenari probabilistici, è pari a 100,11 euro, mentre il grado di rischio basso rispecchia l’assenza di clausole di subordinazione e il buon merito di credito dell’emittente. 
La situazione della Banca 
La scorsa settimana il Cda di Bnp Paribas ha esaminato i risultati del Gruppo per il primo trimestre 2018. A trainare le attività sono stati i Domestic Markets, nei quali rientrano anche le 4 banche retail del gruppo presenti in Francia, Belgio, Lussemburgo e Italia. Nello specifico, mentre l’utile netto di Gruppo è stato pari a 1.567 milioni di euro, con un calo del 17,3% rispetto al primo trimestre 2017 a causa di spese straordinarie, cambi sfavorevoli e rallentamento dei prodotti a tasso fisso, la controllata italiana Bnl ha archiviato i primi tre mesi con un utile prima delle imposte di 51 milioni di euro, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La controllata italiana (dal 2006) del gruppo francese ha rinnovato da pochi giorni i vertici, confermando alla presidenza Luigi Abete e alla guida Andrea Munari, ex vicepresidente di Borsa italiana e oggi amministratore delegato e direttore generale di Bnl. I depositi di Bnl sono risultati in crescita del 7% con un significativo incremento nei conti correnti. La raccolta indiretta ha segnato un +7,1% nell’assicurazione vita e un +8,4% nei fondi di investimento, rispetto al 31 marzo 2017. Infine, pur registrando un calo dell’1,3% rispetto al primo trimestre 2017, gli impieghi sono risultati quasi stabili al netto dell’impatto della cessione nel trimestre di un portafoglio di sofferenze (0,8 miliardi).
I conti di Bnl sono quindi, almeno per questo inizio 2018, tra i pochi motivi di soddisfazione per il Gruppo, il cui ceo, Jean-Laurent Bonnafe, ha comunque cercato di rassicurare stampa ed analisti, dichiarando che «anche se il contesto di mercato è stato poco brillante in Europa in rapporto al primo trimestre 2017, i risultati sono in linea con la traiettoria del piano al 2020 e con il raggiungimento degli obiettivi».