• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Sul bond senior UniCredit il rischio è molto basso

La valutazione del titolo è positiva grazie alla scadenza ravvicinata e al fatto che non è una obbligazione subordinata
Plus24 - 21/04/2018

Grado di rischio molto basso sul bond UniCredit in scadenza tra quasi tre mesi. Questo è dovuto, infatti, all’assenza di clausole di subordinazione (cioè è un titolo senior che ha priorità di rimborso in caso di dissesto di una banca) e, appunto, alla scadenza ravvicinata.
Il bond UniCredit 
L’obbligazione acquistata dal lettore di «Plus24» è un titolo senior a tasso fisso emesso da UniCredit a luglio 2012 e con scadenza luglio 2018. Il bond prevede, per tutta la durata del titolo, il pagamento di cedole annuali fisse al tasso del 5,65% e il rimborso dell’intero capitale a scadenza. Considerando gli attuali tassi di mercato negativi, dunque, gli interessi finora pagati dal bond - e anche quelli previsti per l’ultima scadenza del prossimo luglio - possono ritenersi sicuramente soddisfacenti.
Gli scenari di probabilità 
«Nelle attuali condizioni di mercato e di rischio emittente - fanno sapere da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona -, l’obbligazione ha una probabilità dello 0,24% di generare una perdita di 60 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 40 euro su 100 di nominale) e una probabilità del 99,76% di ottenere un risultato soddisfacente con un valore medio di 101,52 euro corrispondenti al capitale investito più la frazione di cedola non ancora maturata. In linea con questi scenari probabilistici - concludono gli analisti veneti – il fair value del titolo è di 101,55 euro, con un grado di rischio molto basso (coerente con l’assenza di clausole di subordinazione e la scadenza ravvicinata)»
La situazione della banca 
Il 12 aprile scorso l’assemblea degli azionisti ha approvato, con il 98,6% di voti a favore, il bilancio di UniCredit Spa al 31 dicembre 2017, chiuso con un utile di 5,5 miliardi e la distribuzione di un dividendo di 0,32 euro per azione. Si è chiuso così il primo anno del piano «Transform 2019» con il raggiungimento degli obiettivi stabiliti per il 2017 e preceduto da importanti cessioni come Pioneer Investments e Bank Pekao. A dicembre 2016 l’amministratore delegato del gruppo, Jean Pierre Mustier, aveva lanciato il piano con l’obiettivo di rivoluzionare la banca con un aumento di capitale “monstre” da 13 miliardi, concluso con successo, e un progetto di dimagrimento importante sui crediti deteriorati.
In merito a quest’ultimo punto, secondo indiscrezioni di stampa non confermate né smentite, l’istituto di credito di piazza Gae Aulenti starebbe studiando un piano di cessione di 2 miliardi di crediti deteriorati, che potrebbero rappresentare una prima tranche dei 4 miliardi di Npl aggiuntivi che il management vorrebbe dismettere entro il 2019.
L’assemblea della scorsa settimana, infine, è stata chiamata anche a rinnovare il Cda ed è stata l’ultima del presidente Giuseppe Vita a cui è subentrato Fabrizio Saccomanni che, dopo aver rinunciato alla poltrona di direttore generale di Banca d’Italia (carica ricoperta dal 2006 al 2013), aveva accettato di diventare ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Letta, prima di approdare in UniCredit.