• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Pochi rischi sul bond Ubi che scade fra due anni

La positiva “novità” della quotazione sull’EuroTlx, potrebbe non essere sufficiente a dare liquidità al titolo
Plus24 - 16/12/2017

L’obbligazione sottoscritta dal lettore di questa settimana è un titolo senior a tasso fisso (codice Isin IT0005291114) emesso da Ubi Banca lo scorso 4 dicembre 2017 e con scadenza fine 2019. 
Il bond prevede, per tutti i due anni di durata del titolo, il pagamento di cedole semestrali al tasso fisso dello 0,40% annuo, pagabili il 4 giugno e il 4 dicembre di ogni anno, e il rimborso dell’intero capitale alla scadenza. 
A differenza dei precedenti bond senior emessi da Ubi, per il titolo in analisi è prevista la negoziazione sul sistema multilaterale EuroTLX. Tuttavia, essendo il nozionale massimo di 50 milioni di euro (non elevato), la liquidità del titolo potrebbe essere contenuta.


Gli scenari di probabilità 
Secondo le analisi svolte da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente, l’obbligazione ha una probabilità dell’1,58% di generare una perdita di 59,53 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 40,47 euro su 100 di nominale), una probabilità dell’85,90% di ottenere un risultato neutrale con un valore medio di recupero di soli 100,70 euro e una probabilità del 12,52% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 103,80 euro. In linea con questi scenari probabilistici, il fair value del titolo è pari a 100,20 euro, con un grado di rischio basso (coerente con l’assenza di clausole di subordinazione). Il grado di rischio rispecchia, inoltre, il rendimento non elevato e la breve durata del bond.


La situazione della Banca 
Mentre continuano le migrazioni delle Banche acquisite nel mese di maggio 2017, la cui totale incorporazione dovrebbe terminare a febbraio 2018, la Banca Centrale Europea ha chiesto a Ubi Banca di rafforzare la propria strategia per la riduzione degli Npl, i cosiddetti “crediti deteriorati“, e presentare una road map entro il prossimo marzo. Infatti, alla quota già considerevole di Non Performing Loans della Banca (più di 12 miliardi a fine maggio scorso) se ne sono aggiunti altri 1,8 miliardi proprio a causa dell’acquisizione di Banca Etruria, di Banca Marche e Carichieti. Il processo sembra stia comunque interessando un po’ tutte le banche italiane, soprattutto quelle caratterizzate da un totale di Npl superiore alla media.
Intanto, lo scorso mese è stata approvata dal Consiglio di gestione di Ubi Banca la terza trimestrale, che include, a partire dall’1 aprile 2017, le tre Banche acquisite. Dal comunicato, è risultata una chiusura con un utile pari a 167,3 milioni di euro, dovuto a un risultato netto positivo dell’istituto Ubi “stand alone” per 190,1 milioni e a una perdita delle tre banche acquisite per 22,9 milioni di euro. Per il futuro, la banca prevede di mantenere il trend di miglioramento del costo del credito complessivo (Ubi e nuove banche), mentre il default rate, pari su base annualizzata all’1,8% a settembre 2017, è atteso scendere ulteriormente nel 2018. I risultati dei dati patrimoniali, riporta Ubi Banca, confermano inoltre la fattibilità del Piano Industriale 2020.