• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


CariRavenna, rischi medio-bassi sul bond che scade fra un anno

Il titolo non è quotato e rende l’investimento illiquido se l’investitore volesse uscire prima della scadenza
Plus24 - 11/11/2017

L’obbligazione sottoposta questa settimana dal lettore è un titolo senior a tasso fisso emesso dalla Cassa di Risparmio di Ravenna a fine 2014. Il bond prevede, per tutta la durata del titolo, il pagamento di cedole semestrali al tasso fisso annuo dell’1,25% e il rimborso del capitale alla scadenza del 5 novembre 2018 (quindi tra poco meno di un anno). 
Il titolo non è negoziato in alcun mercato regolamentato, né la Cassa si è assunta l’impegno al riacquisto dell’obbligazione; pertanto, questo rende l’investimento soggetto al rischio di liquidità nell’ipotesi che l’investitore volesse cedere il bond prima della sua scadenza naturale. 


Gli scenari di probabilità 
Secondo le analisi svolte da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente l’obbligazione ha una probabilità del 5% di generare una perdita di 59,49 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 40,51 euro su 100 di nominale), una probabilità del 66,84% di ottenere un risultato neutrale con un valore medio di recupero di soli 100,72 euro e una probabilità del 28,16% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 102,67 euro. In linea con questi scenari probabilistici, il fair value del titolo è pari a 98,25 euro, con un grado di rischio medio-basso su cui incide l’illiquidità del bond.
Per questo motivo, ed essendo il titolo non quotato, il fair value è da intendersi come valore indicativo ottenuto in base a spread di mercato di emittenti comparabili e non come prezzo di smobilizzo dell’investimento.


La situazione della Banca 
La Cassa di Risparmio di Ravenna è la capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario che comprende, oltre alla Cassa, la Banca di Imola, il Banco di Lucca e del Tirreno, Italcredi (società di credito al consumo) e la Sorit (società di riscossione). 
Il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, presieduto da Antonio Patuelli, ha approvato lo scorso mese l’ultima semestrale al 30 giugno scorso, evidenziando una chiusura in utile sia del bilancio consolidato, che di quello di tutte le società del gruppo. In particolare, l’utile netto della Cassa è salito a 10 milioni e 108 mila euro (+6%) mentre le sofferenze nette sono risultate del 3,8% degli impieghi dopo più che prudenziali accantonamenti.
Inoltre, gli indicatori emersi dai dati patrimoniali sono indice di forte solidità della Cassa, il cui Cet1 è risultato del 16,77% (quello del Gruppo del 10,88%), e il Total Capital Ratio ha raggiunto il 22,43% (quello del Gruppo il 16,42%) con valori superiori a quelli richiesti dalle normative europee.
Il gruppo è attualmente in continua crescita: lo scorso 3 novembre, infatti, è stata acquisita la partecipazione di controllo, pari all’80 % del capitale sociale, della Sifin Srl, società operante prevalentemente nel settore del “factoring della sanità”, con la conseguente possibilità per la Cassa di entrare in un nuovo mercato e diversificare i propri asset. Come riportato dalla stessa CariRavenna, inoltre, sembra sia vicino l’ingresso nella compagine sociale di Sifin anche della Banca del Piemonte e della Banca di Piacenza.