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RASSEGNA STAMPA


Mutui gratis se la mora supera il tasso usura

Un’ordinanza della Cassazione stabilisce che il cliente debba restituire soltanto il capitale senza alcun tipo di interessi
Plus24 - 14/10/2017

Se in un contratto di mutuo il tasso moratorio (quello previsto per il ritardato pagamento delle rate) è sopra la soglia d’usura, ma gli interessi corrispettivi (cioè quelli “normali” dovuti alla banca) sono inferiori alla stessa soglia, l’istituto deve restituire tutti gli interessi (sia moratori sia corrispettivi) e il mutuo diventa gratuito (con la restituzione da parte del cliente del solo capitale quindi). È quanto si desume dalla lettura della (breve) ordinanza n.23192 del 4 ottobre scorso della Sesta sezione civile della Cassazione la quale, però, esprime un principio opposto fornito dalla stessa Corte in un altro caso assimilabile (ordinanza n.21470 del 15 settembre 2017). Insomma, come spesso capita in questi casi, per avere certezza del “principio” si attende un intervento chiarificatore delle Sezioni unite. Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo la vicenda. 


Mora e usura 
Il rapporto tra interessi di mora e usura è stato sempre travagliato.
All’inizio il problema è stato quello di stabilire se gli interessi di mora erano o meno rilevanti ai fini dell’usura. Se da un lato la Cassazione (da sempre) e la Corte Costituzionale non hanno avuto dubbi nel rispondere affermativamente, dall’altro i giudici di merito ritengono ancora oggi che la mora non vada considerata nei costi rilevanti, visto che non è valutata ai fini dell’usura dalle istruzioni di Banca d’Italia per la rilevazione del Tasso effettivo globale medio (Tegm).
Un secondo problema, poi, è quello appunto del caso in cui in un mutuo il tasso moratorio sia stato pattuito sopra soglia mentre il tasso corrispettivo è sotto la soglia d’usura. Anche su questo tema la giurisprudenza si è spaccata: quella “minoritaria” sostiene che la sanzione della gratuità del mutuo riguarderebbe sia gli interessi di mora sia quelli corrispettivi (come appunto l’ordinanza del 4 ottobre); quella maggioritaria, invece, afferma che la banca dovrebbe restituire soltanto quelli moratori, rimanendo l’obbligo del cliente di versare quelli corrispettivi (sotto soglia). 


Il provvedimento del 4 Ottobre 
L’ordinanza della Cassazione n.23192, come accennato sopra, è veramente scarna (poco meno di una pagina) e rigetta il ricorso di una banca favorendo “indirettamente”, in estrema sintesi, un cliente. Infatti, ricostruendo la vicenda, si legge che il Tribunale di Matera da un lato aveva respinto la richiesta dell’istituto di ammissione al passivo fallimentare di una cliente alla quale aveva concesso un mutuo ma dall’altro aveva ammesso il credito della banca soltanto per la sorte capitale, escludendo sia gli interessi moratori (usurari) sia gli interessi corrispettivi (non usurari), applicando la sanzione di cui all’articolo 1815, comma 2 del Codice civile (mutuo gratuito, senza versamento di interessi). 
Di sicuro la Corte ha ribadito nell’ordinanza del 4 ottobre il proprio storico orientamento sulla rilevanza degli interessi di mora ai fini dell’usura, ma non si è pronunciata in modo altrettanto chiaro sulle “conseguenze economiche” derivanti dall’usurarietà dei soli moratori, limitandosi a richiamare un precedente (Cassazione 5598 del 2017 che per semplicità di sintesi diciamo “pro-cliente”).


Le reazioni all’ordinanza 
Sebbene dalla lettura della ricostruzione della vicenda fatta nell’ordinanza si desume dunque un orientamento pro-cliente, c’è chi non è d’accordo. «La pronuncia del 4 ottobre – osserva Maurizio Fedele, giurista d’impresa dell’ufficio legale del Credito Fondiario Spa – contiene evidenti errori in quanto contrasta sia con le Istruzioni di Banca d’Italia per la rilevazione del Tegm, sia con la disciplina comunitaria sul credito al consumo (direttiva 2008/48/Ce) che non considerano gli interessi di mora rilevanti ai fini del calcolo del Tasso annuo effettivo globale e dell’usura».


Il commento 
«L’ordinanza del 4 Ottobre – spiegano da Alma Iura, centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona – ha la pecca di non essere ben motivata, non spiegando cioè perché se sono convenuti interessi di mora usurari, dovrebbero essere restituiti anche quelli corrispettivi sotto soglia. Sarebbe servito avere questa motivazione visto che di recente la stessa Cassazione, con ordinanza 21470 del 15 settembre scorso, ha espresso un principio opposto, stabilendo che se il solo tasso extra-fido è usurario (mentre quello entro-fido è sotto soglia), la sanzione della gratuità colpisce soltanto il tasso extra-fido».