• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Bond Bper alla prova del piano industriale

L’assenza di clausole di subordinazione limita i rischi per chi porta l’investimento a scadenza
Plus24 - 14/10/2017

L’obbligazione in portafoglio del lettore di questa settimana è un titolo senior a tasso fisso emesso da Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper)lo scorso anno, che giungerà a scadenza a marzo 2021. 
Il bond prevede, per tutta la durata del titolo, il pagamento di cedole annue al tasso fisso dell’1% (di cui fino ad ora ne è stata pagata soltanto un coupon il 7 marzo 2017). 
La negoziazione del titolo avviene sul sistema di internalizzazione sistematica MelTrading (Melt), gestito dalla stessa Banca Popolare dell’Emilia Romagna, su cui vengono quotati gli strumenti finanziari emessi dalle banche del gruppo Bper.


Gli scenari di probabilità 
Secondo le analisi svolte da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente l’obbligazione ha una probabilità del 7,58% di generare una perdita di 58,30 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 41,70 euro su 100 di nominale), una probabilità del 53,55% di ottenere un risultato neutrale con un valore medio di recupero di 102,41 euro, e una probabilità del 38,87% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 106,84 euro. In linea con questi scenari probabilistici e con l’assenza di clausole di subordinazione, il fair value del titolo è pari a 99,56 euro.


La situazione della Banca 
L’istituto di credito rientra tra le 111 banche europee i cui bilanci di fine 2016 sono stati sottoposti, nei giorni scorsi, agli stress test della Bce. L’attività di vigilanza ha riguardato sei situazioni ipotetiche di rialzo e ribasso dei tassi. Le banche italiane coinvolte, oltre a Bper, sono Intesa SanPaolo, UniCredit, Ubi Banca, Mediobanca, Popolare Sondrio, Carige, Credem e Iccrea. I primi risultati resi noti sono per ora su base aggregata ed evidenziano che la gestione del rischio di tasso di interesse è adeguata presso la maggior parte delle banche europee. Infatti, 12 istituti hanno ricevuto il voto più alto (score 1 su una scala da 1 a 4), 48 un voto buono (score 2), 34 un voto mediocre (score 3) e solo 17 un voto basso (score 4). Non è ancora dato a sapersi dove si posizioni Bper, ma secondo fonti de Il Sole 24 Ore le banche italiane coinvolte, seppur reagendo in misura differente, non dovrebbero aver registrato scossoni su redditività e patrimonio se non negli scenari più estremi di shock della curva.
In attesa dei risultati dettagliati degli stress test 2017, la banca si è comunque già impegnata, con l’approvazione della semestrale, a valutare un intervento straordinario sugli accantonamenti, da effettuarsi all’inizio del 2018, per un importo lordo nell’ordine di un miliardo di euro che, grazie all’ampio buffer di capitale, consentirà di mantenere un ratio di CeT1 superiore all’11%. Allo scopo di completare le analisi relative a questo progetto, il Cda di Bper Banca ha deciso di posticipare l’approvazione del nuovo piano industriale all’inizio del 2018.