• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Leasing, mora sopra «soglia»

La penale prevista per il mancato pagamento dei canoni di I.Ro. Spa a Italease supererebbe i tassi usurari
Plus24 - 30/08/2014

Un tasso degli interessi moratori superiore rispetto alla soglia d'usura del periodo. È questa la principale criticità - rilevata dal Dipartimento di matematica di Alma Iura, centro per gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - del contratto di leasing immobiliare stipulato nel 2003 tra la società emiliana I.Ro. con Banca Italease. Ma vediamo nel dettaglio il contratto.

L'accordo

Il 31 luglio 2003, la Spa lettrice di «Plus24» ha stipulato un contratto con Banca Italease di 14 milioni e 317mila euro. Il leasing aveva una durata originaria di 12 anni (144 mesi) e prevedeva il pagamento di 23 rate semestrali di 622.517 euro ciascuna, oltre a un'opzione finale d'acquisto di 2 milioni e 13mila euro. Il 23 febbraio 2012, la società ha chiesto alla banca di poter allungare la durata del contratto (dal 1° luglio 2015 al 1° agosto 2024) per pagare rate meno onerose, salvo mantenere invariate le altre condizioni contrattuali.

L'analisi

Il leasing, fanno sapere gli analisti di Alma Iura, prevede un meccanismo d'indicizzazione piuttosto semplice in quanto l'importo dei canoni dipende soltanto dall'andamento della media mensile delle quotazioni giornaliere dell'Euribor a tre mesi (su base 365). Alla data di stipula, il Tasso interno di rendimento (Tir) calcolato da Alma Iura era del 3,091% ovverosia ben al di sotto del Tasso soglia d'usura (Tsu) per la categoria dei leasing di valore superiore a 50mila euro, pari al 9,375% (calcolato come il Tasso effettivo globale medio - Tegm - di categoria del 6,25%, aumentato della sua metà).

La criticità

Secondo Alma Iura, però, la potenziale criticità potrebbe risiedere nella strana clausola con cui la banca ha stabilito di calcolare il tasso degli interessi di mora, cioè i tassi dovuti dalla società in caso di ritardo nel pagamento dei canoni. Questa clausola, infatti, prevede che il tasso di mora sia pari al Tegm delle aperture di credito in conto corrente di valore superiore a 5mila euro (al luglio 2003 del 9,46%) moltiplicato per 1,3.

In base a questa metodologia di calcolo il tasso di mora, al 31 luglio 2013, era del 12,298% a fronte di un Tsu del 9,375%. «Non è facile comprendere - dicono da Alma Iura - perché la banca abbia deciso di parametrare il tasso di mora al Tegm delle aperture di credito, normalmente superiore a quello dei leasing, con conseguente rischio di superamento della soglia d'usura. Infatti, sulla rilevanza dei tassi moratori ai fini della verifica dell'usura, sia la legge (la 24/2001) sia la giurisprudenza (da ultimo la Cassazione con sentenza 350/2013, si veda «Plus24» del 15 febbraio scorso, ndr) sono concordi nell'ammetterla, anche se gli interessi moratori non vengono considerati dalle istruzioni di Bankitalia nella rilevazione del Tegm».

In questo caso, il rischio per la banca è di vedersi costretta a restituire non soltanto gli eventuali interessi moratori pagati (si veda «Plus24» del 1° marzo scorso) ma anche gli interessi corrispettivi (articolo 1815, comma 2, del Codice civile), come statuito sia dalla Corte d'Appello di Venezia (sentenza 342/2013) sia dal Tribunale di Padova (si veda «Plus24» del 24 maggio scorso).

Così banca italease

«Nel contratto stipulato il 30 luglio 2003 - fanno sapere dall'istituto - il Teg applicato rispetta la soglia usura in vigore all'atto della stipula per la categoria di riferimento. Gli interessi di mora non rientrano in questo conteggio come previsto dalle "istruzioni" emanate da Banca d'Italia che al punto C4 lettera D dichiarano essere esclusi dal calcolo del Teg "gli interessi di mora e gli oneri assimilabili contrattualmente previsti per il caso di inadempimento di un obbligo". Questa esclusione è stata ulteriormente ribadita e motivata da Banca d'Italia con comunicazione ad Abi il 3 luglio 2013».