• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Il bond Ubi «beneficia» della scadenza a breve

Il titolo subordinato emesso dalla banca ha oggi una probabilità del 6,58 per cento di subire una perdita
Plus24 - 22/04/2017

Un rischio medio-basso pesa oggi sul bond subordinato di Ubi Banca. Questo è dovuto al fatto che il titolo acquistato dal lettore di «Plus24» è vicino alla scadenza (poco più di un anno) e che la restituzione del capitale è già avvenuta in parte. 
Il bond Ubi Banca 
L’obbligazione subordinata a tasso fisso, oltre a corrispondere cedole semestrali del 5,40% annuo, prevede un piano di ammortamento per la restituzione del capitale in cinque rate costanti (tre già rimborsate mentre la restituzione della quarta rata avverrà il 30 giugno prossimo). 
Gli scenari di probabilità 
«Nelle attuali condizioni di mercato e di rischio emittente - spiegano da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - l’obbligazione ha una probabilità del 6,58% di generare una perdita di 78,35 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 21,65 euro su 100 di nominale) e una probabilità del 93,42% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di recupero di 108,21 euro. Sul grado di rischio medio basso - continuano da Alma Iura - influiscono il merito di credito dell’emittente e la subordinazione del titolo, mitigati dalla vicina scadenza del giugno 2018 (poco più di un anno) e dalla presenza del piano di ammortamento».
La situazione della banca 
A dieci anni dalla sua fondazione (l’istituto è nato nel 2007 dalla fusione tra Bpu e Banca Lombarda), Ubi Banca si prepara quest’anno al perfezionamento dell’acquisizione delle tre good bank (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova CariChieti) nate dalla risoluzione avvenuta nel novembre 2015 delle “vecchie” omonime banche (la quarta, Cariferrara, ha seguito un altro percorso). Lo scorso 7 aprile, infatti, l’assemblea dei soci (in sede straordinaria) ha approvato, con il voto favorevole del 99,8% circa delle azioni presenti, l’aumento di capitale fino a 400 milioni che si inserisce nell’ambito dell’operazione di acquisizione (annunciata lo scorso gennaio) dell’intero capitale sociale delle tre banche. Il consigliere delegato Victor Massiah ha comunque precisato che l’acquisizione non è ancora perfezionata ma soggetta a una serie di condizioni, tra cui la cessione da parte degli istituti salvati di circa 2,2 miliardi di crediti deteriorati (Npl)e una loro ricapitalizzazione preventiva da parte del fondo di risoluzione per 450 milioni.
All’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria, inoltre, con il “sì” di circa il 93,1% del capitale presente, è stata approvata la distribuzione di un dividendo unitario di 0,11 euro (che verrà pagato il 22 maggio 2017) per ciascuna delle azioni in circolazione, nonostante la perdita di 830 milioni. Infine, le approvazioni dell’assemblea risultano in linea con i risultati positivi - già conseguiti dalla banca e illustrati in sede di approvazione del bilancio d’esercizio - e creano le condizioni per poter prevedere un 2017 con risultati in miglioramento rispetto al 2016.