• Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%
  • TSU mutuo tasso fisso: 7,4625% - tasso variabile: 7,0125%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,7750% - tasso variabile: 7,9625%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,9250%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0875%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,4125%

RASSEGNA STAMPA


Sul bond di Banca Nuova rischio "veneto" alto

Sul titolo dell’istituto siciliano pesano le condizioni della Pop. Vicenza. Probabilità di perdita al 33 per cento.
Plus24 - 04/03/2017

Non è un bond subordinato ma il fatto che la capogruppo sia Banca Popolare di Vicenza e che la scadenza sia tra poco più di tre anni rendono alto il rischio sull’obbligazione senior (cioè quelle “tradizionali”) emessa dalla siciliana Banca Nuova. 

Il bond 
Il titolo (emesso nel maggio del 2015) corrisponde cedole annuali dell’1,60% (soltanto una quindi quella fino ad adesso pagata) e prevede il rimborso del capitale alla scadenza del 22 maggio 2020. In questo periodo la vendita del bond potrebbe essere complicata in quanto il “liquidity provider” (appunto, Banca Popolare di Vicenza) è stato al momento esentato dai propri obblighi sul mantenimento della liquidità.
Gli scenari di probabilità 
«Nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente», spiegano da Alma Iura, centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, «l’obbligazione ha una probabilità del 32,93% di generare una perdita di 57,47 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 42,53 euro), del 44,53% di ottenere un risultato neutrale (recupero di 104,26 euro) e, infine, del 22,54% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 110,68 euro».
La situazione dell’istituto 
Banca Nuova, con circa 100 sportelli presenti prevalentemente in Sicilia e Calabria, è detenuta al 100% da Popolare di Vicenza. A dicembre, dopo la bufera che ha investito la controllante e che ha portato il gruppo nelle mani del Fondo Atlante, anche l’istituto siciliano ha eletto il nuovo Cda. Mentre al Nord si continua a lavorare alla fusione tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca, a Sud c’è preoccupazione per il futuro di sportelli e dipendenti: si è parlato infatti di vendita di Banca Nuova a istituti di credito italiani e stranieri, di incorporazione nella capogruppo o di fusione con BancApulia (controllata meridionale di Veneto Banca).
In attesa di conferme o smentite alle diverse ipotesi, così come ai soci veneti anche nei confronti degli azionisti di Banca Nuova prosegue l’offerta di transazione: si potrà ricevere un rimborso di 9 euro per azione, in aggiunta ad alcune proposte commerciali vantaggiose per chi aderirà all’offerta, a patto di rinunciare a qualsiasi azione legale contro l’istituto per l’azzeramento del valore delle azioni (da 62,3 euro a 10 centesimi). 
Per aderire alla proposta (sono stati stanziati 600 milioni) c’è tempo fino al 22 marzo e l’esito sarà reso noto ad aprile. «Una premessa necessaria per il successo del progetto di rilancio della nuova banca (che nascerebbe dalla fusione delle due venete, ndr)», ha dichiarato di recente Fabrizio Viola, da tre mesi è al vertice dell’istituto di credito vicentino, «è che vada in porto l’offerta transattiva per eliminare le cause legali. Senza le adesioni al piano di ristoro — aveva concluso l’ad — il fabbisogno di capitale, a presidio dei rischi legali, aumenterebbe fino a essere difficilmente gestibile anche con le risorse pubbliche disponibili».
La necessità dunque di realizzare entro settembre la fusione, l’aumento di capitale e la successiva cessione degli Npl (crediti deteriorati) si riflette sul merito di credito dell’emittente e rendono “rischioso” il bond.