• Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%
  • TSU mutuo tasso fisso: 7,4625% - tasso variabile: 7,0125%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,7750% - tasso variabile: 7,9625%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,9250%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0875%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,4125%

RASSEGNA STAMPA


Ridotti al lumicino i rischi del bond Intesa SanPaolo

La possibilità di generare una perdita a scadenza è minima per l’emissione senior che scade nel 2020
Plus24 - 11/02/2017

L’obbligazione nel portafoglio del lettore è un titolo senior a tasso variabil e emesso da Intesa SanPaolo a maggio 2015 con scadenza nel 2020. Il bond prevede il pagamento di cedole trimestrali a tasso variabile, pari all’Euribor tre mesi maggiorato di uno spread dello 0,3% su base annua. L’intero rimborso del capitale è previsto, invece, alla scadenza del 6 maggio 2020. Le ultime cedole (tra cui quella pagata lo scorso 6 febbraio) hanno avuto valore zero, a causa di un tasso Euribor negativo e inferiore allo spread pattuito. La negoziazione del titolo avviene sul sistema multilaterale EuroTlx e il lotto minimo sottoscrivibile è di 10mila euro. 
Gli scenari di probabilità 
Secondo le analisi svolte da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente l’obbligazione ha una probabilità del 6,29% di generare una perdita di 59,18 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 40,82 euro su 100 di nominale), una probabilità del 46,77% di ottenere un risultato neutrale con un valore medio di recupero di soli 100,80 euro, e una probabilità del 46,94% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 103,12 euro. In linea con questi scenari probabilistici, il fair value del titolo è pari a 97,90 euro, con un grado di rischio basso (coerente con l’assenza di clausole di subordinazione e il buon merito di credito dell’emittente). 
La situazione della banca 
La scorsa settimana il Cda di Intesa SanPaolo ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2016. Grazie al contributo di 776 milioni del quarto trimestre, l’utile netto è salito del 13,6% rispetto all’esercizio precedente, attestandosi a quota 3,1 miliardi: i 3 miliardi di dividendi promessi saranno quindi regolarmente distribuiti (se approvati dall’assemblea degli azionisti). È confermato anche l’impegno alla distribuzione di 10 miliardi di euro di dividendi cash complessivi, indicato nel Piano di impresa, per il quadriennio 2014-17: cifra che, per il Ceo Carlo Messina, resterà invariata anche in caso di operazioni straordinarie. 
Il gruppo, infatti, starebbe effettuando valutazioni in tema di opzioni di crescita endogena ed esogena nel settore del risparmio gestito, del private banking e in quello dell’assicurazione, tra le quali la possibile combinazione industriale con Generali, per ora soltanto oggetto di un “case study” (e non di imminente lancio di un’Offerta pubblica di scambio, come alcuni rumor lasciavano intendere nei giorni scorsi). La proposta su Generali potrebbe giungere qualora, a seguito di una valutazione completa e solida, si verificassero determinate condizioni: prima fra tutte, appunto, la creazione e la distribuzione di valori ai soci, «che restano la mia priorità assoluta», ha dichiarato Messina, poi il rispetto di vincoli severi in tema di adeguatezza del capitale, che sta molto a cuore alla Vigilanza; ultima ma non meno importante, la prospettiva di redditività di un tale colosso bancario-assicurativo. Pertanto, la combinazione tra il grado di subordinazione del bond e le suddette aspettative positive sui recenti progetti dell’istituto bancario sembrano riflettersi nella bassa rischiosità del bond.