• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


I dubbi del lettore sul bond Monte Paschi

L’attuale stato di salute della banca senese è riflesso nei prezzi del titolo senior emesso solo un anno fa
Plus24 - 29/10/2016

Dopo neanche un anno dalla sottoscrizione del bond Mps il risparmiatore manifesta qualche perplessità sull’investimento realizzato in banca. Il titolo sottoscritto nel novembre scorso è un bond senior (non subordinato) emesso nel novembre 2015 dal Monte dei Paschi di Siena con scadenza a tre anni (novembre 2018).
Le cedole, corrisposte semestralmente il 2 maggio e il 2 novembre, sono a tasso fisso dell’1,60% annuo. Fino ad oggi, quindi, il bond ha pagato la prima cedola e pagherà la seconda il prossimo 2 novembre. Il titolo, inoltre, è scambiato sull’EuroTlx e fino a oggi Mps Capital Services, che svolge il ruolo di Liquidity provider, ha garantito una buona liquidità per chi desidera uscire dall’investimento.
Secondo le analisi svolte da Alma Iura, centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona, nelle attuali condizioni di mercato e di rischio-emittente, il bond ha una probabilità del 12,97% di generare una perdita di 57,11 euro su 100 investiti (con un valore medio di recupero di 42,89 euro su 100 di nominale) e una probabilità dell’87,03% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 103,24 euro. In coerenza con questi scenari probabilistici, il fair value del titolo è pari a 95,52 euro.
Sul bond influiscono le difficili condizioni in cui versa Mps che da mesi è alle prese con il problema dello smaltimento di una buona fetta dei crediti deteriorati che ne zavorrano il bilancio. Il progetto di dismissione con abbinata ricapitalizzazione ha subìto, negli ultimi due mesi, vari aggiornamenti e rifiniture che hanno determinato un’elevata volatilità dei titoli Mps. Nelle ultime sedute il titolo è stato sugli scudi con una pioggia di acquisti motivati non tanto dal mutare del quadro di riferimento della banca, quanto a un’operatività speculativa. Il trend si è invertito questa settimana: il 25 ottobre – in concomitanza con la diffusione del nuovo piano industriale 2016/19 – sono scattate le prese di beneficio e l’azione ha perso il 15% in una sola seduta. Rispetto allo schema già definito in estate, il nuovo piano continua a prevedere un aumento di capitale fino a 5 miliardi e il cda ha confermato l’operazione straordinaria che dovrebbe portare alla cessione di 27,6 miliardi lordi di Npl tramite una cartolarizzazione a un prezzo di 9,1 miliardi (ovvero il 33% del valore). L’aumento di capitale, invece, sarà strutturato in tre componenti, una delle quali – e questa è una delle novità sostanziali del piano – è destinata ai titolari di obbligazioni subordinate per la conversione dei loro titoli in azioni. Questo è uno degli aspetti più delicati del progetto di risanamento di Mps in quanto, potendoci essere difficoltà nel trovare investitori disposti a sottoscrivere le azioni di nuova emissione, si è scelto di ripiegare sui detentori di obbligazioni subordinate che, quindi, si ritroveranno in mano azioni di una banca che è al terzo aumento di capitale in appena tre anni.