• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Banche, sugli Npl l’ombra del RISCHIO LEGALE

L’avv Rossi: “Il rischio fino ad ora non calcolato è concentrato nelle passività potenziali future derivanti da contenziosi legali non ancora iniziati”
Professione Finanza - 28/07/2016

L'ammontare dei crediti deteriorati (Non perfoming loans - Npl) è un grosso problema per l’Italia, che è il Paese con la maggiore incidenza di Npl e, non è un segreto, che l'istituto più gravato sia Mps. 
Il punto è: qual è il valore di cessione di tali crediti deteriorati? Il faro è puntato, infatti, sulla cessione della banca di Rocca Salimbeni, il cui pricing potrebbe costituire un benchmark per le future operazioni sugli Npl.

«Penso che ogni banca dovrà eseguire un'attenta due diligence sui propri Npl.   A mio avviso, il rischio, fino ad ora non calcolato, è concentrato in quelle che io amo chiamare strong contingent liabilities, ovvero quelle passività potenziali future, derivanti da contenziosi legali non ancora iniziati, il cui esito negativo per la banca è stimabile con un certo grado di certezza in base ai più recenti orientamenti della Cassazione - spiega Marco Rossi dello studio legale Rossi Rossi & Partners e presidente del Comitato Scientifico di Alma Iura - Mentre le normali contingent liabilities indicate in bilancio dalle banche sono collegate ai contenziosi già preannunciati (si tratta di passività potenziali ma non facilmente quantificabili), le strong contingent liabilities hanno, a mio avviso, un’aspettativa di formarsi stimabile con maggiore precisione”. 

Per capire meglio, facciamo un esempio: una banca cede il proprio pacchetto di Npl al 25% del loro valore. L’acquirente inizia poi l’attività di recupero dei crediti bancari, con l’obiettivo di recuperare una percentuale maggiore di quanto li abbia pagati (nel nostro caso superiore al 25%). “L’aspetto che, a mio avviso, va valutato con moltissima attenzione è quello del legal risk. In alcuni casi, questi Npl, da crediti possono trasformarsi in debiti per l’acquirente. Infatti, il cliente che ha smesso di pagare, nel momento in cui viene chiamato in causa, si difenderà e cercherà di ottenere dalla banca la restituzione di quanto pagato in passato”, dichiara l’avvocato, che poi aggiunge che “il rischio è forte anche in base ai recenti orientamenti della giurisprudenza della Cassazione, che, per esempio con quattro sentenze del 2016 ha dichiarato la nullità dei contratti bancari/finanziari firmati dal solo cliente e non dalla banca”. 

Il fatto è che i monofirma rappresentano quasi la regola e quindi sono a forte rischio di essere dichiarati nulli. In questo caso, se la banca fosse costretta a restituire tutto ciò che ha ricevuto in passato, il proprio credito potrebbe tramutarsi in un debito verso il cliente inadempiente. Ovviamente può valere il contrario, per esempio, in materia di usura su cui la Cassazione si è da poco espressa infliggendo un duro colpo alla tesi dei correntisti. “Ciò vuole dire che nella valutazione di tali Npl sarà necessario tenere conto dinamicamente di tali mutamenti di giurisprudenza e degli impatti che un futuro contenzioso potrebbe avere sul credito deteriorato”, sottolinea Rossi, che poi conclude dicendo: “I presidi per le banche ci sono ma vanno studiati attentamente e occorre sul punto una specialistica competenza nel settore della litigation bancaria e finanziaria”.