• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Sugli Npl l’ombra del rischio legale

Secondo l’avv. Marco Rossi, presidente del Comitato scientifico Alma Iura, il rischio fino ad ora non calcolato è concentrato nelle passività potenziali future derivanti da contenziosi legali non ancora iniziati.
Trend online - 27/07/2016

Che l’ammontare dei crediti deteriorati (Non perfoming loans – Npl) sia un problema soprattutto italiano è un dato acquisito. L’Italia è il Paese con la maggiore incidenza di Npl e l’istituto più gravato è Mps, il cui Cda affronterà il nodo in questione il prossimo 29 luglio.

Il punto su cui si discute oggi è il valore di cessione di tali crediti deteriorati e il faro è puntato sulla cessione della banca di Rocca Salimbeni, il cui pricing potrebbe costituire un benchmark per le future operazioni sugli Npl.

Abbiamo intervistato sul punto l’avvocato Marco Rossi dello studio legale Rossi Rossi & Partners e presidente del Comitato Scientifico di Alma Iura, che esprime una preoccupazione.

Penso che ogni banca dovrà eseguire un’attenta due diligence sui propri Npl. A mio avviso, il rischio fino ad ora non calcolato è concentrato in quelle che io amo chiamare strong contingent liabilities, ovverosia quelle passività potenziali future, derivanti da contenziosi legali non ancora iniziati, il cui esito negativo per la banca è stimabile con un certo grado di certezza in base ai più recenti orientamenti della Cassazione.
Mentre le normali contingent liabilities indicate in bilancio dalle banche sono collegate ai contenziosi già preannunciati (si tratta di passività potenziali ma non facilmente quantificabili), le strong contingent liabilities hanno, a mio avviso, un’aspettativa di formarsi stimabile con maggiore precisione. Faccio un esempio: una banca cede il proprio pacchetto di Npl al 25% del loro valore - prosegue Marco Rossi -. L’acquirente inizia poi l’attività di recupero dei crediti bancari, con l’obiettivo di recuperare una percentuale maggiore di quanto li abbia pagati (nel nostro caso superiore al 25%). L’aspetto che, a mio avviso, va valutato con moltissima attenzione è quello del legal risk. In alcuni casi, questi Npl, da crediti possono trasformarsi in debiti per l’acquirente. Infatti, il cliente che ha smesso di pagare, nel momento in cui viene chiamato in causa, si difenderà e cercherà di ottenere dalla banca la restituzione di quanto pagato in passato. Il rischio è forte anche in base ai recenti orientamenti della giurisprudenza della Cassazione, che, per esempio con quattro sentenze del 2016 ha dichiarato la nullità dei contratti bancari/finanziari firmati dal solo cliente e non dalla banca. I contratti monofirma rappresentano quasi la regola e quindi sono a forte rischio di essere dichiarati nulli. In questo caso, se la banca fosse costretta a restituire tutto ciò che ha ricevuto in passato, il proprio credito potrebbe tramutarsi in un debito verso il cliente inadempiente. Ovviamente può valere il contrario, per esempio, in materia di usura su cui la Cassazione si è da poco espressa infliggendo un duro colpo alla tesi dei correntisti.

Ciò vuole dire – sottolinea Rossi – che nella valutazione di tali Npl sarà necessario tenere conto dinamicamente di tali mutamenti di giurisprudenza e degli impatti che un futuro contenzioso potrebbe avere sul credito deteriorato. I presidi per le banche ci sono ma vanno studiati attentamente e occorre sul punto una specialistica competenza nel settore della litigation bancaria e finanziaria. Il tema del legal risk – conclude Rossi – è molto attuale per il sistema bancario tanto che ne parleremo nell’ambito del Corso di specializzazione professionale organizzato dall’Università di Verona in collaborazione con il Centro Studi Alma Iura e con il Banco Popolare.