• Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%
  • TSU mutuo tasso fisso: 7,4625% - tasso variabile: 7,0125%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,7750% - tasso variabile: 7,9625%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,9250%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0875%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,4125%

RASSEGNA STAMPA


Calcolo dell’usura in cerca di certezze

Due provvedimenti di segno contrario sulle istruzioni di Bankitalia
Plus24 - 16/07/2016

Per il calcolo del costo di un’apertura di credito in conto corrente e per la verifica della sua usurarietà non si deve tenere conto delle istruzioni di Banca d’Italia; anzi no, è obbligatorio tenerne conto per motivi di omogeneità. Così hanno deciso di recente, non dipanando così definitivamente i dubbi sul tema, il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di La Spezia e la Sezione Prima civile della Cassazione (di orientamento opposto rispetto a quanto sentenziato dalla Cassazione penale nel 2010 e nel 2011). 
Il contenzioso sull’usura bancaria nelle aperture di credito verte sul tema di quale sia la formula da usare per i calcoli. Da una parte, i clienti affermano che l’unica formula esistente per calcolare un tasso è quella di matematica finanziaria. Dall’altra, le banche sostengono invece che si debba utilizzare la formula ideata nel 1996 dalla Banca d’Italia (e contenuta nelle relative “istruzioni”) per la rilevazione del Tasso effettivo globale medio (Tegm).
Il Gip del Tribunale di La Spezia ha disposto (ordinanza del 31 maggio scorso) il prosieguo delle indagini per accertare i responsabili del reato di usura bancaria, sostenendo che la formula del Teg (Tasso effettivo globale) contenuta nelle istruzioni Bankitalia serve soltanto per la rilevazione statistica di tassi medi di mercato applicati a tutta la clientela e non già a verificare il costo di un singolo finanziamento. Le istruzioni di Bankitalia, prosegue il Gip, non hanno valore normativo e non possono prevalere sul chiaro dettato della norma penale (articolo 644 del Codice penale).
La Prima Sezione della Corte di Cassazione, invece, (sentenza n. 12965 del 22 giugno scorso) ha affermato che è ragionevole attendersi simmetria tra la formula di Banca d’Italia per la rilevazione del Tegm e quella di calcolo dello specifico tasso contrattuale. Secondo la Corte, se il raffronto non venisse effettuato adottando la stessa metodologia di calcolo, il dato che se ne ricaverebbe non potrebbe che essere in principio viziato.
«Il problema con le istruzioni di Bankitalia – fanno sapere dal centro studi Alma Iura di Verona – è dato dal fatto sia che queste sono diverse da quanto sostenuto dalla matematica finanziaria (e dai clienti delle banche) sia che, sempre le istruzioni Bankitalia, usano acronimi simili (per esempio, il Teg) a quelli usati nella matematica finanziaria ma che hanno un contenuto diverso».