• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Usura bancaria incerta per tasso e mora

Cassazione e Bankitalia in disaccordo alimentano i dubbi della clientela
Plus24 - 29/11/2014

Anche sul fronte dell’usura bancaria vi sono incertezze giuridiche: la giusta modalità di calcolo di un tasso usurario, la rilevanza degli interessi moratori, la possibilità di sommare il tasso corrispettivo con quello moratorio e, infine, l’usura sopravvenuta. Vediamole.

 

Il calcolo del tasso usurario

Nei contenziosi sulle aperture di credito in conto corrente, il vero pomo della discordia è quale sia il metodo corretto per calcolare un tasso usurario. Da una parte, il sistema bancario sostiene che vada utilizzata la formula delle istruzioni di Banca d’Italia per la rilevazione del Tasso effettivo globale medio (Tegm) e vada esclusa dal calcolo la Commissione di massimo scoperto (Cms). Dall’altra, i difensori dei clienti sostengono invece che la formula da utilizzare sia quella di matematica finanziaria e che la Cms vada considerata. La Cassazione, con due sentenze del 2010 e una del 2011, ha affermato che la Cms va conteggiata e che le istruzioni non sono fonte di obblighi. La giurisprudenza successiva (si veda «Plus24» del 15 marzo 2014) ha sottolineato che le istruzioni hanno una valenza soltanto ai fini della rilevazione del Tegm e non in giudizio. Esiste, tuttavia, un orientamento contrario.

 

Interessi di mora e usura

Per mutui e leasing alcune sentenze di merito escludono la rilevanza degli interessi moratori mentre sono di parere opposto la legge 24/2001, la Cassazione costante (da ultimo la sentenza 350/2013), la Corte Costituzionale (sentenza n. 29/2002) e molte altre pronunce di merito. Rimane il problema delle conseguenze economiche in caso di usurarietà del solo tasso di mora: alcuni Tribunali (Padova) sostengono che la banca debba restituire tutti gli interessi (corrispettivi e moratori) mentre altri (Milano e Napoli) obbligano alla restituzione dei soli moratori.

 

La sommatoria

Sulla possibilità di sommare i tassi corrispettivi con quelli moratori, a parte alcune isolate pronunce che l’hanno ammessa (Tribunale di Parma), fino ad adesso la giurisprudenza costante la nega.

 

Usura sopravvenuta

Sebbene la Cassazione abbia riportato in vita questa fattispecie, permangono dubbi sulla modalità di calcolo, cioè se sia corretto rapportare interessi corrispettivi e moratori al capitale residuo si veda «Plus24» del 1° marzo scorso) oppure se sia necessario rapportare i corrispettivi al capitale residuo e i moratori alla rata, individuando così due tassi (fisiologico e patologico) da raffrontare con le rispettive soglie d’usura (si veda «Plus24» del 15 novembre 2014).

 

I motivi delle incertezze

«Molti problemi – spiega l’avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario Rossi Rossi & Partners di Verona – quali la scelta del corretto metodo di calcolo e la rilevanza dei moratori, dipendono dall’erroneo utilizzo delle istruzioni di Banca d’Italia ai fini del calcolo di un tasso d’usura. In realtà un conto è il calcolo giudiziale di un tasso in un singolo rapporto e altro è la rilevazione del Tegm. Altri problemi, quale quello dell’usura sopravvenuta – conclude Rossi – dipendono invece dalla scarsa qualità del dettato normativo».