• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Le ansie e le speranze sul bond Veneto Banca

L’obbligazione senior ha il 14% di probabilità di subire una perdita. Possibile l’intervento del sistema bancario
Plus24 - 07/05/2016

Che il bond sia senior o subordinato poco cambia sullo stato di apprensione di questi giorni degli obbligazionisti Veneto Banca. Una situazione di certo non rosea che lascia però ben sperare vista la “solidarietà” con la quale sta reagendo l’intero sistema bancario italiano. 
Il bond Veneto banca 
L’obbligazione senior (non subordinata come segnalato da C.C. ma che rientrerebbe comunque nel regime del bail-in in caso di risoluzione della banca), emessa da Veneto Banca a marzo 2013 e scadenza nel marzo 2018, corrisponde cedole semestrali pari all’Euribor a sei mesi (oggi sotto zero) più 100 punti base (1%). Il bond, però, prevede che se si esce da un corridoio (collar) compreso tra il 2% (floor) e il 4% (cap) annuo, l’investitore debba comunque ricevere almeno il 2% (come sta in effetti avvenendo) e non più del 4%. 
gli scenari di probabilità 
«Uno dei nodi più rilevanti – spiegano da Alma Iura centro studi giuridici, bancari e finanziari di Verona – è il rischio di credito, cioè la probabilità di conseguire un rendimento negativo per via di un default della banca prima della scadenza del bond. La probabilità di questo evento è oggi del 13,92% e in tal caso l’investitore recupererebbe in media 41,26 euro con una perdita quindi di 58,74 euro su 100 investiti. Nel restante 86,08% dei casi – continuano da Alma Iura – l’obbligazione pagherà un importo complessivo a scadenza di 103,75 euro, dato dal rimborso del capitale e dall’incasso delle cedole non ancora corrisposte». 
la situazione della banca 
Il motivo del calo delle quotazioni del bond (oggi a 95, un valore non allarmante ma comunque sotto i prezzi di qualche mese fa) va ricercato nelle travagliate vicende della banca degli ultimi tempi. I ratios patrimoniali (Cet 1 al 7,12%) sono lontani dalla soglia minima del 10% fissata dalla Bce e ci sono 5 miliardi di crediti deteriorati netti (il 20% del totale degli impieghi), di cui il 40% sono costituiti da sofferenze.
Dopo la rilevazione di varie anomalie e di carenze nella governance fatta dalle autorità di vigilanza, il valore dell’azione Veneto Banca è collassato dai 40 euro di un anno fa ai 7,3 euro di oggi, polverizzando così la posizione di molti piccoli risparmiatori che lo scorso dicembre sono stati costretti a votare per la trasformazione in Spa e la quotazione in Borsa, pena l’avvio della procedura di risoluzione (compresa la possibilità del bail-in) minacciato dalla Bce. 
Sull’aumento di capitale da 1 miliardo, infine, potrebbero profilarsi rischi di inoptato simili a quelli vissuti dalla Popolare di Vicenza anche se c’è da dire che potrebbero scendere in campo il consorzio di garanzia (10 banche, tra cui Intesa Sanpaolo) oppure il fondo Atlante.