• TSU mutuo tasso fisso: 7,3375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6750% - tasso variabile:8,0875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,8375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0000%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2000%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Neanche le banche più solide sempre al riparo dai rischi

Il bond Mediobanca ha una rischiosità medio-alta dettata dalla subordinazione e dalla lunga scadenza
Plus24 - 16/04/2016

Il titolo che il lettore ha in portafoglio (Codice Isin IT0004917842) è un’obbligazione subordinata Lower Tier II emessa da Mediobanca ad aprile 2013, con scadenza decennale e paga una cedola fissa del 5,75% con frequenza annuale. L’obbligazione è scambiata sul Mot di Borsa Italiana e se la negoziazione su un mercato regolamentato è un elemento da valutare positivamente quando si sottoscrive un qualsiasi strumento finanziario, in particolar modo dovrebbe essere un “imperativo categorico” per chi desidera avvicinarsi a un investimento in bond subordinati. Altrimenti, se non c’è un mercato di negoziazione, nell’ipotesi di dover dismettere il titolo prima della scadenza l’investitore dovrà accettare il prezzo d’acquisto proposto dalla banca.
Dall’analisi probabilistica del profilo di rischio/rendimento svolta da Alma Iura - centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - risulta una probabilità di realizzare un rendimento negativo pari al 23,21% (con un valore medio di recupero di 37,11 euro) e una probabilità del 76,79% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 141,01 che rappresenta il valore del rimborso a scadenza più le cedole residue.
L’attuale quotazione di mercato (circa 114,9 euro) è coerente con gli scenari di probabilità. Il valore equo (fair price) sopra la pari riflette l’elevato valore della cedola rispetto agli attuali tassi di mercato e il discreto merito di credito dell’emittente (BBB+ Fitch).
Nel contesto italiano Mediobanca può essere infatti considerato un emittente con un buon livello di solidità, come testimoniato anche dal livello relativamente basso dei Cds (Credit Default Swap) e dalla sostanziale marginalità dei non-performing loans (Npl) rispetto al totale dei crediti (pari al 3,3% nell’ultima semestrale del 31 dicembre 2015 ). Di fatto, la rischiosità della banca può ricondursi prevalentemente al rischio sistemico e solo in via del tutto residuale a componenti di rischio idiosincratiche.
Ciò nonostante, negli ultimi mesi la quotazione di mercato del titolo ha comunque registrato una riduzione riconducibile al clima di incertezza che ha catturato gli operatori di mercato negli ultimi tempi anche in relazione alle nuove regole sul bail-in. L’obbligazione ha un rischio medio-alto dovuto in larga parte alla durata residua (7 anni) e al livello di subordinazione.
gianfranco.ursino@ilsole24ore.com