• Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%
  • TSU mutuo tasso fisso: 7,4625% - tasso variabile: 7,0125%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,7750% - tasso variabile: 7,9625%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,9250%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 8,0875%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,4125%

RASSEGNA STAMPA


Cartello sui tassi, banche sanzionate per 27 milioni

Agcom: intesa a Trento e Bolzano tra 16 enti (che ricorreranno al Tar)
Plus24 - 09/04/2016

Ammontano a 27 milioni le sanzioni irrogate un mese fa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) a 14 casse Raiffeisen di Bolzano nonché a due associazioni bancarie (Federazione cooperativa Raiffeisen e alla Federazione trentina della cooperazione ) per aver concordato o aver diffuso i tassi sui finanziamenti alle famiglie, limitando così la libera concorrenza tra le banche. Il provvedimento dell’Agcom potrebbe essere annullato dal Tar, ma vediamo quali sono le possibilità di “rivalsa” di chi ha stipulato un finanziamento con questi enti. 
la vicenda 
A dicembre 2013, un’associazione dei consumatori ha denunciato all’Agcom un’intesa tra banche bolzanine volta alla fissazione preconcordata di un floor (cioè il limite minimo sotto il quale il tasso d’interesse dei mutui a tasso variabile non può scendere) nella misura del 3 per cento. Nel maggio 2014, l’Agcom ha avviato l’istruttoria, estesa poi ad altri soggetti, tra cui la Federazione trentina della cooperazione. Dopo quasi due anni d’indagini l’Agcom ha dunque accertato due intese anticoncorrenziali distinte tra i 16 soggetti coinvolti ai quali ha comminato sanzioni(si veda tabella). 
le intese vietate 
La prima intesa sarebbe tra le 14 Casse Raiffeisen (Rk) della provincia di Bolzano (oltre alla relativa Federazione Raiffeisen) che (dal 1° giugno 2007 all’autunno 2014) avrebbero coordinato le rispettive politiche commerciali anche attraverso lo scambio d’informazioni sensibili (tra cui il tasso d’interesse) con l’obiettivo di limitare la concorrenza tra di loro.
Il secondo comportamento vietato, invece, avrebbe riguardato esclusivamente la Federazione trentina della cooperazione – ma nessuna delle Casse rurali federate – che (nel periodo dal 29 novembre 2013 al 23 dicembre 2015) avrebbe messo a disposizione delle associate un tasso di riferimento medio idoneo a limitare il confronto competitivo tra queste ultime. 
le conseguenze 
Cosa potrà fare chi ha stipulato mutui e finanziamenti con le 14 banche coinvolte o con gli istituti (che però l’Agcom ha considerato estranei all’intesa) facenti parte della Federazione trentina della cooperazione ? «Allo stato – fanno sapere da Alma Iura centro studi giuridici, bancari e finanziari di Verona – ci vuole molta prudenza nell’intraprendere cause sia perché il provvedimento può essere annullato dal Tar sia perché, per esempio, nessuna Cassa rurale trentina è stata coinvolta nella vicenda (ma soltanto la Federazione), sia perché sulle conseguenze della nullità delle intese vietate sui contratti a valle (nel nostro caso i finanziamenti) non tutta la giurisprudenza è concorde. Alcuni sostengono che anche i mutui stipulati in esecuzione dell’intesa potrebbero essere annullati ma la soluzione che sembra più percorribile è quella del risarcimento del danno». Un aspetto importante, concludono dal centro studi: «È che la decisione dell’Agcom, qualora non venisse annullata dal Tar, costituirebbe in Tribunale una prova privilegiata al fine di dimostrare la sussistenza dell’intesa vietata».
Così Raiffeisen 
«Indipendentemente dalle valutazioni dell’Agcom, abbiamo sempre operato nel rispetto dei principi mutualistici e quindi agito per la tutela dei consumatori locali e non per scopi di lucro. In ogni caso, pur rispettando il ruolo dell’Agcom, siamo convinti che il provvedimento non abbia correttamente valutato le caratteristiche del sistema bancario cooperativo e sarà perciò oggetto di ricorso al Tar».
Così la Federazione trentina 
«Abbiamo agito con correttezza e trasparenza. Il tasso di riferimento è solo uno strumento tecnico elaborato esclusivamente per esigenze contabili di trasparenza e coerenza del bilancio con i principi internazionali e ritenuto tecnicamente coerente anche dalla Banca d'Italia. I tassi delle “rurali” risultano molto diversificati tra di loro. Ricorreremo quindi al Tar». 
marcello.frisone@ilsole24ore.com