• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Meglio evitare di imbottirsi di bond di una singola banca

Lettore in ansia dopo aver sottoscritto ben cinque emissioni subordinate del gruppo UniCredit
Plus24 - 05/03/2016

Mai mettere le uova nello stesso paniere, dicevano i contadini. Un assunto (quello della differenziazione) che viene ribadito in tutte le salse in ambito finanziario perché rende bene l’idea del rischio insito nella concentrazione del portafoglio in uno o pochi strumenti finanziari. Eppure, come evidenzia il caso del lettore di questa settimana, non è raro imbattersi in investitori che non usano l’accortezza di frazionare i rischi su più tipologie di strumenti e, magari, anche di emittenti differenti. 
Ritrovarsi il portafoglio imbottito di attività rischiose come i bond subordinati, seppur di una banca sistemica come UniCredit, non è il massimo. Anche solo il buon senso dovrebbe suggerire di ripartire i rischi,un’azione che quantomeno aiuterebbe a gestire meglio l’influsso negativo prodotto dalla componente emozionale quando si scopre di essere esposti a rischi non diversificati in portafoglio. In particolare il lettore è esposto all’obbligazione subordinata Lower Tier II emessa da UniCredit nel 2014, con scadenza marzo 2021 (codice Isin IT0004982200). L’emissione prevede il pagamento di cedole annuali predeterminate a tasso crescente: dal 2,5% del primo anno, al 5,5% dell’ultimo. Il rimborso del capitale avviene in cinque rate annue uguali (20% ciascuna) a partire da marzo 2017 fino alla scadenza. In linea con l’andamento generale dei titoli subordinati di banche italiane, anche questo bond ha subìto un calo delle quotazioni a seguito delle tensioni registrate sul mercato dai bond subordinati in prossimità dell’entrata in vigore del bail-in. L’obbligazione recentemente (dal 25 gennaio al 16 febbraio 2016) è stata oggetto di un’offerta di riacquisto da parte di UniCredit nell’ambito di un programma che ha riguardato complessivamente 10 emissioni subordinate. Il prezzo fissato per il titolo è stato pari a 100,34 e ci sono state adesioni per il 38,05% del nozionale emesso. Il titolo è quotato sull’EuroTLX, dove una società del gruppo UniCredit svolge l’attività di liquidity provider e attualmente si impegna a esporre in via continuativa sul mercato proposte in acquisto, mentre è temporaneamente esentata dagli obblighi di liquidità in vendita. 
Dall’analisi probabilistica del profilo di rischio/rendimento - condotta da Alma Iura, Centro per gli studi giuridici, bancari e finanziari di Verona - risulta una probabilità di ottenere un rendimento negativo del 19,50% (con un valore medio di recupero di 55,90 su 100 di nozionale) e una probabilità dell’80,5% di conseguire un risultato soddisfacente con un valore medio di 112,97 che rappresenta il valore del rimborso più le cedole residue. «Gli scenari probabilistici – spiegano da Alma Iura - sono coerenti con un valore teorico di 100,09, inferiore alla quotazione rilevabile sull’EuroTLX pari a 102. Tale differenza è da attribuire verosimilmente all’attività svolta dal liquidity provider. Il grado di rischio medio-alto sintetizza il merito di credito dell’emittente, il livello di subordinazione del titolo, la durata residua e la modalità di rimborso in ammortamento». In ogni caso il consiglio è di alleggerire un po’ l’esposizione sui bond subordinati dell’unico gruppo bancario in portafoglio.