• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Sotto la lente i rischi attuali dell’obbligazione callable

Tante richieste dai lettori: esaminiamo il bond di Banca Nuova (gruppo Popolare di Vicenza)
Plus24 - 23/01/2016

A tre settimane dal debutto del nuove regime del bail-in, aumentano le e-mail dei lettori di «Plus24» che chiedono consigli sui rischi che corrono nel aver sottoscritto a suo tempo bond bancari. Rispetto al passato, infatti, da quest’anno in caso d’insolvenza dell’istituto di credito non sono passibili di perdite soltanto azioni e bond subordinati (come nel caso dei bondholder di Banca Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti), ma anche le obbligazioni senior (cioé quelle non subordinate) e le somme sui conti correnti superiori ai 100mila euro.
Alle domande che arrivano all’indirizzo email della redazione plus@ilsole24ore.com cercheremo di dare risposta proponendo un “prospetto semplificato” che indica le probabilità di perdere o di guadagnare su un determinato strumento che non siano azioni (si vedano gli scenari probabilistici riportati nel grafico accanto).
Prospetto del quale Il Sole 24 Ore si è fatto portatore di recente nel «Manifesto per il risparmio» e che è stato condiviso dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che, a una domanda del direttore Roberto Napoletano ha risposto (in un’intervista in edicola giovedì 21 gennaio): «Condivido totalmente il principio. Sul fac-simile lascio a Mef, Consob, Banca d’Italia e Abi le valutazioni tecniche. Ma il principio che esprimete è sacrosanto». 
la risposta al lettore 
Dopo aver esaminato la scorsa settimana il bond Mps 2008-2018, questa settimana un pensionato (si veda il testo qui a destra) ci chiede dei rischi che corre sugli investimenti fatti anche sui bond di Banca Nuova (gruppo Banca popolare di Vicenza) «Sono i risparmi di una vita, scrive il lettore, che rischi corro?». 
il bond di Banca Nuova 
Il titolo IT0005066425 segnalato dal lettore è un’obbligazione senior emessa a novembre del 2014 con scadenza a novembre del 2021. L’obbligazione paga cedole a tasso fisso step-up, ossia d’importo crescente nel tempo: del 2,1% fino a novembre del 2016; del 2,3% dal novembre 2017 al novembre 2018; del 2,5% dal novembre del 2019 al novembre del 2020; infine pagherà una cedola del 2,75% a scadenza. 
Inoltre, si tratta di un titolo callable: l’emittente ha cioè l’opzione di rimborsare anticipatamente gli investitori a date prefissate (il 14 novembre di ogni anno a partire dal 2016). «Questa opzione — fanno sapere da Almaiura, centro studi di Verona — verrà chiaramente esercitata da Banca Nuova laddove ripagando gli investitori prima della scadenza avesse l’opportunità di rimpiazzare questo finanziamento con uno più conveniente. Al riguardo notiamo che in questo momento — continuano da Almaiura — la rischiosità della banca (appartenente al gruppo Popolare di Vicenza) rende molto elevato il suo costo di funding, motivo per cui il valore dell’opzione call incorporata nel bond è prossimo a zero». 
scenari di probabilità 
Leggendo poi gli scenari probabilistici elaborati da Almaiura, si nota che nelle attuali condizioni di mercato e di rischiosità dell’emittente, il bond a scadenza ha un’elevata probabilità (60,68%) di rimborsare appena 45,77 euro (con una perdita quindi di quasi 55 euro) e che nel restante 39,32% dei casi l’importo rimborsato all’investitore sarà di 114,4 euro. Non a caso il titolo — emesso a 100 — oggi vale circa 70 euro. 
«Guardando invece gli scenari what-if — concludono da Almaiura — la rischiosità del bond non è affatto immediata. Infatti, gli scenari caldeggiati dall’industria finanziaria mostrano tre possibili tassi interni di rendimento del bond ipotizzando rispettivamente il rimborso anticipato a novembre 2016, il rimborso anticipato a novembre 2018 e il rimborso a scadenza. Informazioni, secondo noi, poco utili per tutelare il piccolo risparmiatore».