• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Nei leasing l'indicizzazione al cambio è un derivato

Secondo i giudici friulani in questi contratti la clausola va "risolta"
Plus24 - 31/10/2015

Se la banca non rispetta anche il Testo unico della finanza (Tuf) e i regolamenti Consob va risolta la clausola d’indicizzazione al rischio di cambio inserita in un leasing in quanto configura un contratto derivato incorporato. Sulla base di questo principio il Tribunale di Udine, con sentenza numero 711 del 13 maggio scorso, ha dichiarato non dovuti alla banca gli importi (34mila euro) derivanti da questa clausola detta embedded derivative.
La vicenda trattata dal tribunale friulano (giudice Francesco Venier) riguarda uno dei tantissimi leasing indicizzati al tasso svizzero (Libor tre mesi chf) e al cambio (rapporto euro/chf), di cui si è scritto in queste pagine (si vedano «Plus24» del 4 luglio 2014 e, soprattutto con riferimento alle clausole floor, i numeri in edicola il 16 marzo, 11 maggio e 12 ottobre 2013).
Il giudice ha riconosciuto che sia la clausola d’indicizzazione al tasso sia quella al cambio configurano derivati impliciti nel leasing (la prima sarebbe assimilabile a un Irs mentre la seconda a una Quanto option). Secondo il Tribunale vi sarebbe però una sostanziale differenza tra le due clausole: quella al tasso sarebbe puramente accessoria al contratto di leasing, non ne muterebbe la causa di finanziamento e quindi per essa continuerebbe ad applicarsi soltanto la disciplina della trasparenza bancaria, applicabile normalmente ai leasing; quella al cambio, invece, darebbe vita a uno strumento finanziario derivato dotato di una propria diversa causa e quindi autonomo rispetto al leasing, con conseguente dovere per la banca di rispettare i precisi obblighi informativi – passivi e attivi – imposti dal Tuf e dai regolamenti Consob, a pena della risoluzione della clausola che, infatti, è stata risolta. 
«Purtroppo – sottolinea Alma Iura, Centro studi giuridici, bancari e finanziari di Verona – la sentenza non ha affrontato temi più tecnici quali le conseguenze giuridiche della mancata indicazione degli scenari probabilistici del rischio insito nel derivato implicito».