• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA


Mutui, «mora» fuori dall’usura

Per il Tribunale di Cremona la penale non costituisce un corrispettivo del prestito ipotecario
Plus24 - 16/05/2015

Gli interessi di mora non rilevano per l’usura in quanto non costituiscono un corrispettivo del mutuo e, in ogni caso, la soglia andrebbe aumentata del 2,1% per tenere conto della mora, salvo effettuare un duplice calcolo distinto per la fase fisiologica e per quella patologica del rapporto. Sulla base di questi principi, il Tribunale di Cremona ha respinto (giudice Giulio Borella, ordinanza del 9 gennaio 2015) la domanda del cliente che chiedeva la sospensione dell’azione esecutiva promossa dalla banca. 
Secondo il giudice cremonese i moratori non potrebbero rientrare nel calcolo dell’usura (contrariamente a quanto sostiene la Cassazione nella sentenza 350\2013) – in quanto il comma 1 dell’articolo 644 del Codice penale fa riferimento agli interessi «in corrispettivo» di una somma di denaro, con ciò sottolineando la rilevanza dei soli interessi corrispettivi e non già di quelli moratori, in quanto questi hanno funzione di penale per il ritardo.
A voler poi concedere la rilevanza dei moratori – prosegue il tribunale – la soglia d’usura andrebbe aumentata del 2,1% (la maggiorazione per la mora mediamente applicata dalle banche, secondo una rilevazione a campione di Banca d'Italia del 2002 ndr), per poter consentire di confrontare valori omogenei.
Il giudice, infine, ribadendo un orientamento già espresso (si veda «Plus24» del 15 novembre scorso), ha osservato che non si può fare un calcolo di un unico tasso (comprensivo di interessi corrispettivi e moratori) ma è necessario fare un duplice calcolo per la fase fisiologica del rapporto (riguardante i soli interessi corrispettivi, da raffrontarsi con il capitale residuo) e per la fase patologica (in merito agli interessi di mora da raffrontarsi con le rate scadute) e confrontare poi ogni tasso con la rispettiva soglia d’usura. 
«L’ordinanza – osserva l’avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario associato Rossi Rossi & Partners di Verona – è ben motivata ma parte da presupposti non condivisi da tutta la giurisprudenza. In primo luogo, vi è chi osserva che gli interessi del mutuo sono compensativi e non già corrispettivi e quelli di mora hanno anche una funzione di compenso per il ritardo e quindi possono rientrare nel concetto di corrispettivo di una somma di denaro. Sulla soglia d’usura – conclude Rossi – alcuni tribunali escludono che il magistrato possa aumentare quella pubblicata – l’unica ad avere valore secondo questa giurisprudenza – anche perché la rilevazione campionaria del 2002 è una media dei tassi moratori applicati a diverse forme di finanziamento, non solo ai mutui».