• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
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RASSEGNA STAMPA


Anatocismo: questa volta il «no» lo dice il Tribunale

A Milano impedito a Deutsche Bank, Bpm e Ing di applicare gli interessi sugli interessi, vietati da gennaio 2014
Plus24 - 25/04/2015

Anche se il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) non ha ancora adottato la delibera richiesta per legge, l’anatocismo bancario è vietato dal primo gennaio 2014. Così hanno deciso due ordinanze della Sesta sezione del Tribunale di Milano del 25 marzo e del 3 aprile scorso con le quali è stato inibito a tre banche (Banca popolare di Milano, Deutsche Bank e Ing Bank) il calcolo degli interessi del conto corrente anche sugli interessi del trimestre precedente e non soltanto sul capitale. Ma andiamo con ordine.
La vicenda parte da un’associazione dei consumatori ha proposto davanti al Tribunale di Milano tre ricorsi d’urgenza, ai sensi dell’articolo 140 comma 8 del Codice del consumo, nei confronti di Bpm e Deutsche Bank (ricorsi poi riuniti) e contro Ing Bank. L’obiettivo era quello di ottenere, previa dichiarazione d’illegittimità dell’anatocismo a decorrere dal primo gennaio 2014, l’inibitoria alle tre banche di capitalizzare ulteriormente gli interessi passivi. In prima battuta i ricorsi sono stati respinti ma l’associazione ha fatto reclamo.
I provvedimenti del Tribunale sono consistiti in due ordinanze collegiali che hanno così ribaltato le pronunce di prima istanza, affermando un principio molto rilevante. Dopo aver riconosciuto la legittimazione dell’associazione dei consumatori a proporre il ricorso d’urgenza, il Collegio ha infatti osservato che l’attuale articolo 120 del Testo unico bancario (Tub), così come modificato dalla legge di Stabilità del 2014, vieta indubitabilmente l’anatocismo, laddove stabilisce che «gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori». I giudici hanno osservato che questo divieto decorre dal primo gennaio 2014 (data di entrata in vigore della legge di Stabilità), non avendo rilevanza alcuna il fatto che il Cicr (come prevede la norma) non abbia ancora adottato la delibera con cui stabilire le modalità e i criteri di produzione degli interessi nei rapporti bancari . Per questi motivi, il Collegio ha vietato alle tre banche l’utilizzo di qualsiasi forma di anatocismo sui conti in essere e su quelli nuovi, ordinando agli istituti di pubblicizzare la condanna sui loro siti e sulla stampa nazionale oltre che a ogni correntista. «Le ordinanze — osserva l’avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario Rossi Rossi & Partners di Verona — produrranno probabilmente nuovo contenzioso in quanto si scontrano con un testo legislativo mal scritto, che lascia margini d’opinabilità. Mi sembra comunque — prosegue Rossi — che la soluzione adottata del Tribunale di Milano sia condivisibile in quanto una norma di rango secondario (la delibera del Cicr, appunto) non potrà rendere lecito ciò che la legge ha vietato espressamente. Tuttavia per avere qualche punto fermo, soprattutto sul termine da cui decorre il divieto, dovremo attendere che si pronunci la Cassazione».
Bpm, Db e Ing Bank — fanno sapere congiuntamente gli istituti di credito — precisano che «questa vicenda, che interessa tutto il sistema bancario nazionale, si è verificata a causa di un assetto normativo non completo, dovuto alla perdurante assenza di regole amministrative che, secondo il Testo unico bancario, dovrebbero stabilire modalità e criteri per la produzione degli interessi nei rapporti bancari, al fine di dare certezza a clienti e operatori».