• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA



Irish bond: "Accetto l'offerta del 20%?"

La posta del risparmiatore
Plus24 - 03/03/2012

Su indicazione di UniCredit ho acquistato obbligazioni Bank of Ireland (codice Isin IS0186652557) che, a luglio del 2011,  a seguito della ristrutturazione del debito dello stesso istituto di credito, mi sono state rimborsate a un centesimo per mille euro investiti (con una perdita di 100mila euro). UniCredit non mi ha mai avvertito della ristrutturazione del debito e successivamente ha negato ogni sua responsabilità. Soltanto a fronte delle mie rimostranze, mi ha offerto un risarcimento del 20%, che potrò accettare entro il 30 giugno prossimo. Mi potete chiarire le idee? C.P. - (Pavia)

E' stato il nostro quotidiano a far emergere il nuovo caso di "risparmio tradito" delle banche irlandesi che, da un giorno all'altro (la scorsa estate), hanno ristrutturato il proprio debito decidendo d'imperio di restituire agli obbligazionisti, che non avessero aderito alla proposta di scambio, un misero centesimo per ogni mille euro investiti. Gli obbligazionisti italiani non sono stati informati della ristrutturazione né da Bank of Ireland (che è soltanto una delle banche irlandesi coinvolte) né dagli intermediari italiani.

Questi ultimi, in un primo momento (si vedano le risposte di Deutsche Bank e di UniCredit su "Plus24" del 28 agosto  e del 15 ottobre scorso) hanno ribadito di non aver alcun obbligo di comunicare alcunché ai propri clienti. Oggi, tuttavia, UniCredit e Intesa Sanpaolo (si veda "Il Sole 24 Ore" del 9 febbraio scorso, pagina 39) sembrano aver dato il via a un'operazione di "equo indennizzo" dei propri clienti che non sono stati informati della ristrutturazione, nella misura di circa il 20% dell'investimento. Il motivo di questo cambio di rotta è da ricercarsi, probabilmente, in una comunicazione del 20 ottobre scorso (e quindi a ristrutturazione già avvenuta) con cui la Consob ha stabilito che le banche italiane avrebbero dovuto informare i propri clienti. "Sul tema degli irish bond - spiega l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario associato Rossi Rossi & Partners di Verona - vi sono due questioni da affrontare. La prima riguarda specificamente la mancata comunicazione da parte delle banche italiane. Ritengo che sul punto vi sia un responsabilità di quelle banche che non hanno informato i propri clienti. Ovviamente, l'offerta di un indennizzo da parte delle banche pone un problema di valutazione di convenienza economica di un eventuale contenzioso, valutazione che dovrà essere fatta caso per caso. Vi è però un secondo aspetto più generale da prendere in considerazione - conclude Rossi -  ovverosia valutare se, al momento del loro acquisto, le obbligazioni erano o meno adeguate ai singoli risparmiatori retail italiani".