• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA



Quelle transazioni misteriose

Chiusura delle liti. Dal Comune di Milano alla Regione Puglia i veti degli istituti di credito
Plus24 - 17/03/2012

La querelle dei derivati tra enti territoriali e banche si fa sempre più "misteriosa". Se da una parte la "giustizia" sembra andare incontro agli enti, dal l'altra questi ultimi per chiudere definitivamente l'esperienza della finanza creativa transigono con le banche che però impongono la segretezza degli accordi impedendo all'opinione pubblica di conoscere il contenuto della transazione. Che, peraltro, ne avrebbe tutto il diritto, visto che si tratta di denaro dei contribuenti.

La giurisprudenza

 

Con ordinanza n. 2926 del 27 febbraio scorso (si veda «Il Sole 24 Ore» del giorno dopo), le Sezioni unite della Cassazione hanno stabilito che nel caso del Comune di Milano il giudice competente è quello italiano. Anche se il provvedimento sembra essere giunto a tempo "scaduto", cioè dopo l'annuncio della transazione tra Comune e banche (Jp Morgan, Depfa bank, Ubs e Deutsche bank), esso avrà un sicuro impatto per gli enti che stanno iniziando il contenzioso. Infatti, uno dei temi su cui gli enti sono sempre stati più sensibili (per motivi di costi e di possibili esiti) è quello della giurisdizione. La Cassazione afferma nella sostanza che se l'ente propone una domanda di risarcimento per responsabilità precontrattuale, il giudice competente è quello in cui l'evento dannoso è avvenuto o deve avvenire, cioè quello italiano (articolo 5, comma 3, regolamento Ce 44/2001).

 

La Corte ha affermato inoltre che la clausola di deroga alla giurisdizione contenuta nel l'Isda master agreement (che, secondo le banche, per la sua ampiezza attirerebbe verso il giudice inglese ogni controversia sui derivati) va interpretata in modo rigorosamente restrittivo: quindi, la competenza del giudice italiano sulle domande di risarcimento per responsabilità precontrattuale "attira" per connessione anche quelle per responsabilità contrattuale (queste ultime se proposte in via concorrente con le prime e non in via principale). «La pronuncia della Cassazione - sottolinea l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario associato Rossi Rossi & Partners di Verona - è ben motivata e condivisibile. Oltre ai motivi espressi dalla Cassazione - sottolinea Rossi - vi sono anche altre ragioni di carattere giuridico che possono consentire agli enti d'impugnare la clausola Isda e di fissare, in ogni caso, in Italia la giurisdizione sul contenzioso».

 

Dalle aule dei tribunali, inoltre, sulla vicenda della Provincia di Pisa è da registrare l'ulteriore approfondimento richiesto dal Consiglio di Stato al Consulente tecnico d'ufficio, il funzionario di Bankitalia Roberto Angeletti (si veda l'articolo sopra). Il Consiglio di Stato aveva già deciso che, in caso di annullamento in autotutela, è il giudice amministrativo italiano a dover decidere sui derivati.

 

Le transazioni

 

Nonostante le (e forse grazie alle) recenti pronunce dei giudici, gli enti e le banche continuano a trattare in privato per tentare di chiudere il dossier derivati. È di un mese fa la notizia del raggiunto accordo (anche se non ancora formalizzato) tra il Comune di Milano e le quattro banche straniere. In base a quanto dichiarato, il Municipio avrebbe chiuso un derivato ma avrebbe lasciato in vita ulteriori swap con le banche. Il contratto chiuso aveva un valore di mercato positivo per il Comune per 450 milioni, somma che l'ente lombardo ha dato in pegno alle banche a garanzia del Cds ancora in vigore. Allo stato non è ancora chiaro se le condizioni di chiusura siano o meno vantaggiose per il comune meneghino, visto il riserbo che accompagna l'accordo di transazione.

 

Anche la Regione Puglia (si veda «Il Sole 24 Ore» del 1° marzo) ha chiuso bonariamente la vicenda dei derivati, tanto che il pubblico ministero di Bari (Francesco Bertone) ha chiesto e ottenuto dal Gip (Giulia Romanazzi) il dissequestro di 144 milioni. Anche in questo caso i contenuti dell'accordo sono strettamente riservati, ma da quello che risulta a «Plus24» il contratto è stato lasciato in vita con importanti modifiche del sinking fund, che lo rendono conveniente per la Regione. In particolare, i benefici discenderebbero dal l'eliminazione dal fondo dei titoli greci e portoghesi. Non si sa a quanto ammonterebbero questi benefici, ma sembra che la semplice eliminazione dei bond greci porterà un miglioramento del profilo di rischio dell'operazione.

 

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commentando l'accordo ha ribadito che «la trasparenza si fonda sulla possibilità di conoscere il recinto probabilistico dei rischi», facendo così un diretto riferimento all'approccio risk based della Consob che dovrebbe costituire l'ossatura tecnica del nuovo regolamento sui derivati degli enti pubblici. Provvedimento, però, che ancora giace presso il ministero da quasi quattro anni.