• TSU mutuo tasso fisso: 7,1875% - tasso variabile: 6,8500%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,6000% - tasso variabile:7,8875%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,6750%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,9500%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,2125%
  • Tasso BCE 0,00%
  • Tasso legale dal 01/01/2018: 0,3%

RASSEGNA STAMPA



L'operatore qualificato va comunque tutelato

Tribunale di Milano. Un'altra pronuncia a favore di un'impresa
Plus24 - 21/04/2012

Banca condannata al risarcimento dei danni per 740mila euro 

Anche se il cliente si è dichiarato operatore qualificato la banca deve agire sempre nel suo interesse. È questo il principio ribadito dalla sesta Sezione civile del Tribunale di Milano con la sentenza n. 3513 depositata il 23 marzo 2012 e con la quale si ritorna a parlare dell'articolo 21 del Testo unico della finanza (Tuf).

Dal 2000 al 2008 una società stipula tre derivati dai nomi esotici (Zeta swap, Atlantic Cms ed Extra 2 swap), l'uno la rimodulazione del precedente, volendosi tutelare dal rischio di rialzo dei tassi d'interesse. A seguito però delle elevate perdite maturate la società decide di fare causa alla banca evidenziando che i tre contratti (sebbene presentati dall'isitituto di credito come di copertura) erano in realtà speculativi. I giudici milanesi hanno dato ragione all'impresa condannando la banca a risarcirla di 739mila euro in quanto tutti i contratti si sono rivelati speculativi e quindi non adeguati agli obiettivi di copertura del cliente. La sentenza del tribunale ambrosiano fa eco a quella emessa dallo stesso Tribunale il 19 aprile 2011, n. 5443 (si veda «Plus24» del 7 maggio 2011).

 

Nella recente sentenza i giudici hanno ribadito che anche nei confronti dell'operatore qualificato si devono applicare i principi di cui all'articolo 21 Tuf (diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l'interesse dei clienti e per l'integrità dei mercati). «L'applicazione generalizzata dell'articolo 21 del Tuf - spiega l'avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio tributario e legale associato Rossi Rossi & Partners di Verona - è unanimemente accolta in giurisprudenza e in dottrina. A dire il vero, anche la Consob in diverse occasioni e la stessa Associazione bancaria italiana (Abi) hanno riconosciuto che esso si applica anche all'operatore qualificato.

 

L'articolo 21 - conclude Rossi - essendo posto anche a tutela dell'integrità dei mercati ed essendo quindi una norma imperativa, si dovrebbe applicare anche nei casi in cui (come è avvenuto per molti enti territoriali) si sia stabilita l'applicabilità di una legge straniera».

 

LA SENTENZA IN PILLOLE

1 - L'articolo 21 del Tuf si applica anche agli operatori qualificati. Le banche devono quindi agire nell'interesse del cliente anche in ipotesi di negoziazione in contropartita diretta come avviene per i derivati;

2 - È gravemente inadempiente (e deve quindi risarcire i danni) la banca che propone derivati speculativi, strutturalmente non idonei a soddisfare le necessità di copertura dei clienti da questi espresse (cosiddetta causa concreta del contratto);

3 - Non può essere considerato di copertura il derivato il cui nozionale sia parametrato a debiti a breve termine (aperture di credito) che hanno condizioni economiche eterogenee;

4 - È speculativo il derivato collegato al Libor quando il cliente non ha alcuna posizione debitoria parametrata a questo tasso;

5 - Esiste un indiscusso collegamento negoziale tra i derivati rinegoziati: l'inadempimento sui primi due si riverbera quindi su tutti i contratti.