• TSU scoperti oltre 1.500: 23,1750%
  • TSU mutuo tasso fisso: 6,8375% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,8500% - tasso variabile: 7,8250%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,4375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,7750%
  • Tasso legale dal 01/01/2020: 0,05%
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Abuso di mercato: “possibile invalidità dei derivati di Stato”

Intervista all’avv. Marco Rossi, autore dello studio sulla manipolazione dell’Euribor

30/06/2015


Delle 19 banche con cui lo Stato ha stipulato derivati (si veda l’elenco sotto) molte quotano l’Euribor e alcune sono coinvolte direttamente (oppure sono coinvolti i gruppi di cui le banche fanno parte) in vicende connesse alla manipolazione dei mercati dei tassi (Euribor e Libor). Oltre al problema sull’opportunità che lo Stato italiano stipuli contratti con banche che, in alcuni casi, sono state multate per comprovate manipolazioni di mercato, vi può essere un ulteriore problema che finora non è stato preso in debita considerazione: quello della possibile invalidità dei derivati in quanto stipulati con banche che possono incidere sulla quotazione dei tassi variabili ricevuti dallo Stato in forza dei derivati stessi.

In attesa che, venerdì 3 Luglio, l’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) presenti alla Commissione europea le linee guida e la bozza di standard tecnici per il Regolamento UE sull’Abuso di Mercato (MAR), che dovrà essere applicato in tutti gli Stati membri dal 3 Luglio 2016, abbiamo intervistato l’avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale Rossi Rossi & Partners, e presidente del Comitato scientifico di Alma Iura, Centro per la Formazione e gli Studi giuridici bancari e finanziari di Verona.

L’avv. Rossi è co-autore nel 2013, assieme alla dott.ssa Maddalena Mandarà del Centro studi Alma Iura, dello studio sulla manipolazione dell’Euribor pubblicato dalla rivista scientifica “Banca Impresa Società” (ISSN: 1120-9453).

Avvocato ci può spiegare quale potrebbe essere, in teoria, il problema?

Va prima di tutto osservato che, come ricordato dalla dottoressa Cannata nel corso della sua audizione alla Camera del febbraio scorso, il Ministero pare aver stipulato degli Isda master agreement (i contratti quadro dell’Associazione dei dealers di derivati) modificati, per prevedere l’applicazione del diritto italiano. Questo è sicuramente un bene, ma potrebbe porre un problema sui derivati.

Quale?

La recente giurisprudenza ha ribadito che i derivati sono assimilabili a scommesse legalmente autorizzate. Io aggiungo che sono sicuramente dei contratti aleatori.

E quindi?

Per la loro validità è essenziale che l’evento dedotto nel contratto (per esempio l’andamento del tasso variabile Euribor) sia incerto; aleatorio diciamo noi giuristi. Affinché un evento sia aleatorio è necessario che nessuna delle due parti del contratto possa incidere sul suo andamento o sulla sua quantificazione, che devono essere dipendenti da eventi esterni non influenzabili dalle parti.

E ciò non accadrebbe se la banca controparte fosse una di quelle che quotano l’Euribor, giusto?

Esatto. In questo caso, una delle parti (la banca) incide – volente o nolente, come abbiamo accertato nello studio sulla manipolazione del reference rate – sull’andamento dell’Euribor, ovverosia sull’evento incerto su cui le parti non dovrebbero avere influenza.

Può farci un esempio?

Se lo Stato stipula un derivato in cui paga il tasso fisso e riceve l’Euribor e il contratto è stipulato con una banca che contribuisce a quotare l’Euribor, allora, il fatto stesso che la banca possa incidere quantitativamente sul valore del tasso, potrebbe portare a ritenere il contratto derivato nullo in quanto privo dell’elemento della aleatorietà. Faccio notare che gli scenari probabilistici – che costituiscono un elemento strutturalmente essenziale dei derivati, perché con gli scenari si misura il rischio (e i derivati non sono altro che contratti con cui si trasferisce il rischio) – presuppongono che nessuna delle parti possa incidere sull’evento, che deve essere e rimanere stocastico (ovverosia incerto).

Ma lo Stato potrebbe riceve l’Euribor nei derivati stipulati e al contempo pagarlo sul proprio indebitamento. In questo caso potrebbe non esserci un danno.

Ha ragione, complessivamente potrebbe non esserci un danno per lo Stato (questo non è facile stabilirlo), ma la nullità di un contratto prescinde dalla sussistenza o meno del danno. In altre parole, lo Stato potrebbe chiedere la nullità del derivato a prescindere dal fatto che sull’indebitamento coperto abbia un vantaggio.

Ma in questo caso, anche la banca potrebbe chiedere la nullità del derivato o del titolo di Stato italiano in cui l’Italia paga il tasso variabile?

La questione è molto complessa ma direi che se la banca è una di quelle che è stata multata per aver manipolato il tasso non potrà efficacemente sollevare questioni di nullità in quanto lo Stato potrebbe opporre un’eccezione di dolo (exceptio doli) per poter paralizzare l’azione. Si tratta ovviamente di una questione molto complicata, su cui è difficile avere una visione ben delineata, anche perché il Mef non intende rendere pubblici i contratti derivati sottoscritti.

Può riassumere cortesemente il problema?

Il problema è duplice: 1) la possibile nullità dei derivati in quanto stipulati con banche facenti parte di quelle che determinano l’Euribor (cd. Euribor panel); 2) il problema – forse ancora più stringente – della possibile annullabilità o risolubilità dei contratti stipulati con banche che, non solo fanno parte dell’Euribor panel, ma sono state sanzionate per aver addirittura manipolato il tasso a proprio vantaggio e quindi a svantaggio delle proprie controparti. Dalle indagini è emerso che le banche hanno manipolato i tassi proprio in un’ottica derivativa ovverosia per poter guadagnare sulle posizioni in derivati detenute il ché, a mio avviso, rende ancora più urgente una chiara disclosure sui derivati di Stato.

 

  1. BANCA IMI S.P.A.
  2. BANK OF AMERICA N.A.
  3. BARCLAYS BANK PLC
  4. BNP PARIBAS S.A.
  5. CITIBANK N.A.-LONDON
  6. CREDIT SUISSE INTERNATIONAL.
  7. DEUTSCHE BANK
  8. DEXIA CREDIOP S.P.A.
  9. FMS WERTMANAGEMENT ANSTALT DES
  10. GOLDMAN SACHS INTERNATIONAL
  11. HSBC BANK PLC
  12. ING BANK N.V.
  13. JP MORGAN SECURITIES PLC.
  14. MORGAN STANLEY AND CO.INT.PLC
  15. NOMURA INTERNATIONAL PLC
  16. SOCIETE GENERALE
  17. THE ROYAL BANK OF SCOTLAND PLC
  18. UBS LIMITED
  19. UNICREDIT BANK AG