• TSU mutuo tasso fisso: 6,4750% - tasso variabile: 6,9250%
  • TSU leasing immobiliare tasso fisso: 8,4125% - tasso variabile: 7,7250%
  • TSU aperture di credito oltre 5.000: 14,3375%
  • TSU anticipi e sconti oltre 200.000: 7,6125%
  • TSU scoperti oltre 1.500: 22,6625%
  • Tasso legale dal 01/01/2020: 0,05%
  • Tasso BCE 0,00%

COMUNICATI STAMPA




Intervista all' Avv. Francesco Bozzano

Alma Iura intervista l'Avv. Francesco Bozzano in merito alla recente sentenza del Tribunale di Milano del 30 ottobre 2013 - Est. dott.ssa Riva Crugnola

22/04/2014


Avvocato, ci può spiegare il perché la sentenza del Tribunale di Milano è importante?

La questione decisa dal Tribunale di Milano è assai importante perché nel rivelare un comportamento oscuro della Banca, potrebbe infliggere un duro colpo alle casse di tutti quegli  istituti di credito che hanno concesso mutui  che prevedono  il pagamento di rate semestrali costanti  a tasso variabile calcolato con il sistema di ammortamento alla francese.

E’ risaputo, infatti,  che le banche, quasi sempre, utilizzano per il rimborso dei mutui il piano di ammortamento alla francese in quanto comporta una maggiore remunerazione in termini di interessi rispetto ad un piano di rimborso cd "all’italiana", ossia con quote capitali costanti.

Tale metodo risulta ulteriormente penalizzante per chi ricorre al credito in quanto le prime rate, essendo le quote capitali crescenti, sono costituite in massima parte da interessi e in caso di estinzione anticipata ci si trova con un debito residuo da rimborsare molto elevato.

Data l’indiscutibile convenienza economica di tale metodo di rimborso, le banche lo hanno tuttavia applicato anche ai mutui a tasso variabile facendo riferimento nei contratti a rimborsi a “rate costanti”.

La sentenza in oggetto è quindi importante poiché ha posto in luce l’incongruenza e l’incompatibilità di determinate condizioni contrattuali in quanto in presenza di un tasso variabile non è matematicamente possibile far riferimento ad un rimborso a rate semestrali costanti calcolate con il sistema di ammortamento alla francese. 

Posso assicurare che la scoperta del vizio di origine del contratto di mutuo oggetto della sentenza è arrivata quasi per caso. Infatti, quando il Cliente mi sottopose il problema conoscitivo sono stato, per il vero, immediatamente incuriosito dalla lettura della clausola relativa alla determinazione del tasso di interesse  estesa ben tre fogli protocollo ( 25 righe il foglio).

Non nascondo che la prima lettura della complessa clausola mi ha impressionato  in quanto, sebbene da oltre 20 anni mi sono occupato della conoscenza della  materia bancaria, nulla o quasi è risultato comprensibile.

Pertanto, ho dato mandato alla Dottoressa Contini, dottore commercialista in Sassari, della cui preziosa collaborazione spesso mi avvalgo, di esaminare dal punto di vista matematico-finanziario se il contratto in esame contenesse elementi di indeterminatezza relativamente al tasso di interesse pattuito.

In definitiva, solo attraverso una  attenta e scrupolosa disamina contabile – finanziaria si appurava che il contratto di mutuo presentava, come in effetti ha mostrato, elementi di sicura indeterminatezza in materia di tasso di interesse.

L’indeterminatezza del mutuo ha riguardato solo il tasso o anche il piano di ammortamento?

Quanto alla seconda domanda posso dire subito che l’indeterminatezza del mutuo  o meglio, come spiegherò in seguito, della sola clausola relativa al tasso di interesse, non ha riguardato il piano di ammortamento posto che si tratta di un contratto a tasso variabile dove in alcun modo poteva allegarsi un  piano.

In altri termini, le condizioni contrattuali prevedevano, nel caso di specie,  l’applicazione di distinte variabili: tasso di interesse del 3,4%  preso a base  per il calcolo  delle quote di rimborso capitale nel caso in cui  l’ammortamento inizi prima della scadenza del primo triennio; l’ applicazione dello stesso tasso percentuale anche per il triennio successivo, nel caso di prosecuzione a tasso variabilecon semestralità calcolate col sistema di ammortamento di un prestito a rate costanti, basato sulla formula matematico finanziaria nota come “sistema francese”; tasso di interesse variabile,  pari ad un mezzo del tasso nominale annuo euribor a sei mesi  più uno spread del 1%.

In definitiva, è stato accertato che è proprio il “ mix” di condizioni contrattuali che rende  il contratto, e nella specie, la determinazione del tasso di interesse assolutamente non univoco e quindi nullo ai sensi dell’ art 1346 codice civile.  Di fatto applicando simultaneamente le tre condizioni  contrattuali  non è possibile costruire un ammortamento del mutuo univocamente determinato.

Quali sono stati i tassi sostitutivi utilizzati dal Tribunale?

Come già esposto, il Tribunale di Milano ha dichiarato nullo il contratto di mutuo nella sola parte riguardante la determinazione del tasso di interesse.

In virtù di tale nullità, nel rispetto dei principi generali del negozio giuridico, venendo meno la pattuizione convenzionale degli interessi, ha determinato il tasso sostitutivo applicando il 4° comma  dell’art. 1284 del codice civile il quale stabilisce che se gli interessi superiori alla misura legale non sono determinati per iscritto sono dovuti in misura legale.

E quale la modalità di ammortamento sostitutiva?

Il Tribunale in effetti non ha provveduto a sostituire il piano di ammortamento previsto nel contratto, in quanto tenendo ferma la durata e la cadenza delle rate negozialmente previste, ha disposto  un nuovo piano di rimborso con quote capitali costanti, anche per le rate ancora da scadere, con la previsione di un tasso di interesse legale, venendo infatti meno quello convenzionalmente pattuito.

Nella specie oggi la Cliente, in adempimento della propria obbligazione, ha versato e di fatto verserà la somma ancora da corrispondere suddivisa per il numero di rate ancora da corrispondere ad un tasso legali ( oggi nella misura dell’ 1%.....)

A suo avviso, i principi espressi dal Tribunale riguardano solo il mutuo analizzato in causa o sono principi generali applicabili a tutti i mutui in ammortamento alla francese?

Devo subito dire, spegnendo facili entusiasmi riscontrati in numerosi commenti alla sentenza del Tribunale di Milano, che i principi ivi espressi riguardano come già accennato solo il “ tipo” di mutuo analizzato in causa  e di fatto non è indistintamente applicabile a tutti i mutui con  ammortamento alla francese.

Le condizioni contrattuali relative alla determinazione del tasso di interesse del contratto in questione sono risultate del tutto illegittime in quanto la metodologia  di calcolo degli interessi, meglio nota col nome di "sistema di calcolo degli interessi alla francese", è applicabile unicamente nei casi di prestiti a tasso fisso mediante il quale è poi possibile determinare la rata semestrale costante.

Pertanto, poiché il caso esaminato prevede un tasso di interesse variabile, il mix delle tre condizioni rende impossibile ricavare una univoca determinazione del tasso in quanto le stesse sono l’una in contrasto con l’altra.

In particolare il contratto in questione fa riferimento

1)      a semestralità a rate costanti senza specificare  che invece il sistema francese è riferito nel caso specifico solo al calcolo delle quota capitale;

2)      non specifica che il sistema francese comporta, inevitabilmente, il rimborso del mutuo con quote di capitali crescenti.

In definitiva, lette con attenzione le complesse clausole  contrattuali, il Tribunale non ha potuto che dichiararne la nullità  in quanto l’astrusità e la difficile comprensione  delle stesse, che rinviano per la determinazione del tasso  a parametri complessi e a variabili di difficile individuazione e determinazione, porta necessariamente  ad una interpretazione non univoca e, tantomeno, non certa in quanto le condizioni così formulate, alla luce dei principi generali del contratto, non hanno potuto consentire  di stabilire con certezza a quale previsione le parti abbiano inteso riferirsi.

Al pari di ogni altra condizione contrattuale, la determinazione  del tasso di interesse deve, quindi, essere determinata o, quantomeno, determinabile nel momento in cui il contratto è stato concluso.

La sentenza giunge alla conclusione che l’ammortamento alla francese non comporta effetti anatocistici, Lei cosa ne pensa?

In effetti il fatto che venga stabilito che l’applicazione del sistema di calcolo degli interessi alla francese nel piano di ammortamento non comporta effetti anatocistici non mi trova d’accordo.

Lasciando i calcoli e i principi  di matematica finanziaria agli esperti, posso tuttavia affermare che se è vero che  la legge sancisce che gli interessi composti possono essere applicati solo quando è maturato l’interesse effettivo e mai prima, nel sistema di calcolo "alla francese" che prevede appunto che le rate di mutuo vengano calcolate secondo l’interesse composto avviene proprio il contrario, ovvero per la determinazione della rata si applicano interessi composti  quando ancora le rate devono essere ancora pagate il che, ovviamente, comporta effetti anatocistici.

In parole più semplici l’anatocismo si può applicare solo quando le rate del mutuo sono già scadute, siccome nel calcolo del piano di ammortamento francese le rate devono ancora essere pagate non è possibile applicare l’interesse composto.

In ogni caso ritengo possa sussistere anatocismo per qualsivoglia  tipologia di piani di rimborso, quando venga pattuito un tasso nominale annuo da corrispondere per periodi inferiori all’anno (mensilmente, trimestralmente o semestralmente) e alle singole scadenze non si applichi il tasso equivalente.


Chi è Francesco Bozzano

Avv. Francesco Bozzano, nato a Sassari il 9 novembre 1966.

Nel 1991 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Sassari con una tesi in diritto Commerciale dal titolo “ Il fallimento della società e dei soci illimitatamente responsabili”, relatore Prof. Alberto Mazzoni.

Otteneva la possibilità di collaborare in principio come praticante e, successivamente, come procuratore legale ed avvocato presso lo studio legale Adriano  il cui titolare, Giovanni Adriano suo maestro, lo ha introdotto principalmente nella conoscenza della materia del diritto bancario e, dunque, societario e civile.

 

Nell’anno 2009 si formava lo Studio legale Francesco Bozzano, con propria sede autonoma in Sassari Via Cavour n.77.

Fin dal 1991 i suoi studi si sono focalizzati primariamente nella materia del diritto civile e  bancario affinandosi in quello che è il suo ramo commerciale e bancario. Eccellenti risultati li ha raggiunti dinanzi al TAR viste le numerose vittorie conseguite nella discussione di cause amministrative.

 

E’, infatti, nei  primi anni del 2000 che l’Avv. Francesco Bozzano ha ottenuto presso il TAR di Cagliari importanti provvedimenti che hanno garantito tutela alle strutture private accreditate  in materia di rapporti con la Regione e Aziende Unità Sanitaria Locale.

Negli stessi anni conveniva in giudizio numerosi istituti bancari ottenendo per i propri Clienti ingenti somme per rimborsi e risarcimenti danno e ciò a titolo di declaratorie di nullità di clausole contrattuali apposte nei contratti di conto corrente e di mutuo. Nella specie si avvaleva della preziosa collaborazione di professionisti altamente qualificati come la Dottoressa Paola Contini.

Nell’approccio alla materia giuridica è fervente fautore del metodo logico-matematico in quanto le norme giuridiche altro non sono che un insieme di regole e principi atti ad esaminare il fatto concreto prescindendo dallo studio delle teorie dottrinali e giurisprudenziali di cui se ne serve per completare e integrare ogni ragionamento difensivo